Categorie
Arte

Arte e intelligenza artificiale: creatività e tecnologia si incontrano

Realtà non più virtuale quella delle intelligenze artificiali che operano nel mondo dell’arte.

Arte e intelligenza artificiale: creatività e tecnologia si incontrano
L’opera realizzata grazie all’intelligenza artificiale “Space.Color.Motion P 777 – Artificiata II” dell’artista visuale Manfred Mohr.

Arte e intelligenza artificiale sono sempre più facili da incontrare insieme nella vita di tutti i giorni. Dagli anni 60’ si cerca di integrare questa tecnologia con la creatività umana ed i risultati non sono mancati e non mancano.

Arte e intelligenza artificiale: Manfred Mohr e Iannis Xenakis

L’artista visuale Manfred Mohr fu tra i primi ad utilizzare algoritmi e intelligenza artificiale per le sue creazioni collocabili nell’ambito dell’astrazione geometrica. Da espressionista astratto quale è Mohr, che vive e lavora a New York dal 1981, ha così trovato nel computer il partner ideale per le sue creazioni.

Iannis Xenakis, compositore, ingegnere ed architetto, si mosse nella stessa direzione ma nel campo della musica componendo l’opera “Atrées”. Per la rilevanza del suo lavoro teorico e compositivo Xenakis ha sempre amato unire matematica a musica ed architettura legandole insieme nelle sue composizioni grazie anche all’aiuto di una AI.

Arte e intelligenza artificiale: creatività e tecnologia si incontrano

Musica, cinema… serie tv.

La realtà dell’arte unita all’intelligenza artificiale si fa tangibile in app musicali come Aiva, che permette al singolo utente di generare automaticamente la propria canzone selezionando solo lo stile desiderato e gli strumenti da includere.

E per quello che riguarda cinema e serie tv non c’è da stupirsi se nel 2017 Zack Thoutt, ingegnere informatico e fan della serie “Il trono di spade”, ha chiesto aiuto all’intelligenza artificiale per sapere come si sarebbero concluse le vicende di Lannister, Stark e Targaryen.

L’elaborazione del finale ha richiesto 5000 pagine del romanzo dalle quali l’AI ha elaborato un finale, seppur con qualche errore grammaticale, totalmente in linea con lo stile di scrittura dell’autore George R. R. Martin.

La tecnologia informatica è diventata parte integrante anche del processo creativo sollevando non poche questione legate all’estetica e all’etica. Anche se non c’è dubbio che nell’ambito della ricerca applicata all’arte tale tecnologia si sia rivelata fondamentale nella scoperta del dipinto sconosciuto di Canova.

Condividi con i tuoi amici su: