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«Babae», un esperimento riuscito di tecnologia VR

La performance Babae, visionabile con la tecnologia VR, rappresenta un momento storico nella scena artistico-culturale.

«Babae», un esperimento riuscito di tecnologia VR
Babae è un’esperienza unica che sfugge a qualsiasi etichetta o genere, possibile grazie alle nuove tecnologie.

Per la prima volta in Croazia gli spettatori hanno avuto l’opportunità di vedere Babae, una performance di danza contemporanea, attraverso la tecnologia VR.

Ideata e interpretata da Joy Alpuerto Ritter, danzatrice e coreografa statunitense di origini filippine, la performance intitolata Babae (donna in Tagalog) fa parte del progetto Springback Ringside del network di danza Aerowaves. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di studiare le possibilità della ripresa di performance di danza con la tecnica della realtà virtuale per scopi documentativi.

Un’esperienza unica che sfugge a qualsiasi etichetta o genere, possibile grazie alle nuove tecnologie.

Non un semplice spettacolo teatrale

tecnologia vr

Grazie all’utilizzo della tecnologia VR, ogni spettatore ha potuto assistere alla performance, dalla durata di 35 minuti. La sensazione è quella di trovarsi proprio sul proscenio, sullo stesso piano e nello stesso spazio in cui si esibisce la danzatrice.

Durante tutta la durata dello spettacolo, lo spettatore ha la percezione di trovarsi da solo di fronte alla performer. Può vedere gli elementi del palcoscenico solitamente nascosti dalla visione del pubblico, come il fondale, le quinte e le luci di scena.

L’importanza della relazione tra scena e spettatore

spettacolo teatrale presentazione

Babae non è un lavoro creato appositamente per la tecnologia VR. In realtà nasce come una performance dal vivo, allestita per un pubblico che assiste allo spettacolo in presenza.

L’utilizzo della tecnologia ha però permesso di creare un esperimento davvero riuscito, che indaga la relazione tra la scena e lo spettatore e le modalità con cui è possibile instaurare tale rapporto in qualsiasi situazione.

Ciò che ha garantito l’ottimo esito del progetto è l’innegabile talento di Joy Alpuerto Ritter che riesce a comunicare con il pubblico esprimendo un concetto che supera le consuete distinzioni tra il femminile, il rituale, il mistico e l’animalesco. Lo fa fondendo con maestria la danza popolare delle Filippine con quella classica, l’hip-hop e il voguing.

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