Qual è il trucco dell’Eurovision Song Contest?

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200 milioni di spettatori ogni anno: l’Eurovision Song Contest si annovera tra i maggiori eventi televisivi al mondo. Cuore dell’organizzazione sono le idee scenografiche sempre più spettacolari.

Qual è il trucco dell'Eurovision Song Contest?

Il trucco dell’Eurovision Song Contest sta dietro la parola cambiamento: guizzanti flash luminosi, paesaggi mistici, esplosioni di scintille – le immagini del palcoscenico del contest musicale più famoso d’Europa sono variegate almeno quanto le canzoni che vi vengono presentate.

Il palco non deve tuttavia limitarsi a mettere in scena ogni singola canzone, ma deve offrire anche varietà. “La presentazione delle canzoni dura oltre due ore. L’evento deve restare però interessante per lo spettatore per tutta la durata dello spettacolo. Il palcoscenico deve pertanto essere molto dinamico”, sostiene Per Andersson, responsabile del workshop presso la rete pubblica televisiva SVT. L’ESC 2016 è stata la più grande produzione televisiva in assoluto nel Paese scandinavo – ancora più imponente dell’edizione del 2013 a Malmö. “Tutta la produzione ESC si è sviluppata costantemente, proprio come i palcoscenici. Arene enormi e costi elevati”, spiega Andersson. “Essa deve però essere spettacolare: fa parte del DNA dello show business! Gli spettatori desiderano essere stupefatti!”

Nel 2016 l’emittente SVT ha scelto ancora una volta una concezione scenografica degli esperti designer Frida Arvidsson e Viktor Brattström, che avevano già realizzato le loro idee nel 2013 a Malmö. “All’epoca ci concentrammo su un’espressione più soft, senza pixel e proiezioni. Quest’anno cerchiamo di interagire con la sale, creando illusioni ottiche”, ha espresso Frida Arvidsson alla presentazione della concezione dello spettacolo. Il palcoscenico dovrebbe offrire diverse possibilità per modificare la sala, l’ampiezza e l’aspetto.

Per Andersson, il responsabile di progetto delle scenografie e dei palcoscenici di SVT, aveva poi il compito di trasformare con il suo team la visione dei designer in un palcoscenico reale, nel rispetto degli aspetti di sicurezza e dei requisiti economici. Il risultato è stato di 47 metri di larghezza, di 42 metri di profondità ed ha riunito tutte le possibilità della moderna costruzione scenografica, quali tecnologia luminosa controllata da computer, schermi LED di 600 metri quadrati sulle pareti e schermi di 250 metri quadrati complessivi sul pavimento. “Le pareti video a LED fanno parte delle particolarità della scena”, spiega Andersson. “Normalmente una parete a LED ha l’aspetto di un retroscena piatto in fondo al palcoscenico. Nel nostro caso si è trattato però di dodici singoli schermi.” La coppia in primo piano si trovava a dieci metri di distanza dallo schermo posteriore. Nell’area intermedia i cantanti e i loro ballerini potevano muoversi su rampe.

“Per ottenere un’impressione ottica possibilmente buona, avevamo bisogno di un materiale per le pareti LED in grado di far scomparire i pixel. È stata un’enorme sfida mascherare 500 metri quadrati con milioni di pixel LED”, prosegue Andersson. Al tempo stesso il materiale doveva avere un aspetto nero e molto lucido quando i LED erano spenti, emettendo un color nero profondo e cristallino anche in modalità accesa.

Dopo una serie di test con diversi materiali, la scelta è ricaduta su PLEXIGLAS® LED Black & White 7H25, fornito dal partner commerciale di Evoniks in Svezia, gop – Glasfiber & Plastprodukter AB. “Si è dimostrato migliore di tutti gli altri materiali che abbiamo testato”, spiega la scenografa Frida Arvidsson, aggiungendo: “L’effetto di diffusione è stato praticamente prefetto, con un immagine video nitida, senza però riconoscere i pixel e senza effetto moiré”.

Il collegamento tra la luce e le pareti a LED ha poi permesso di creare le illusioni ottiche desiderate dagli ideatori. Un palcoscenico ad alta prestazione per un show spettacolare.

A cura di Iosetta Santini

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