Il blog: quando “vecchio” non è sinonimo di “superato”

Nonostante il trionfo dei social network, il blog è uno strumento che mantiene intatti tutti i suoi vantaggi. Se pensi di fare marketing online, un blog aziendale potrebbe fare al caso tuo. Vediamo il perché in tre semplici punti!

Aprire un blog ha ancora senso? È una domanda che ci sentiamo rivolgere spesso e che altrettanto spesso leggiamo sul web. In seguito alla diffusione dei social media, si è diffusa l’idea che il blogging fosse ormai superato e anacronistico. Effettivamente avrebbe senso: perché aprire un blog, che richiede notevoli sforzi di gestione e un investimento economico più o meno sostenuto, quando si possono fare le stesse cose (magari meglio) con Facebook, LinkedIn, Instagram, YouTube e TripAdvisor?

Sicuramente i social media offrono una serie di vantaggi rispetto al blog. Non ultimo il fatto che, salvo sponsorizzazioni o rare eccezioni, sono totalmente gratis. E poi sono affollati: è più semplice raggiungere migliaia di utenti se si entra in casa loro, piuttosto che convincerli a seguirti da un’altra parte.

Non c’è il dubbio che il boom dei social ha messo in difficoltà il blog. Solo recentemente si è assistito ad un parziale cambio di tendenza. I motivi sono diversi: mi limiterò in questa sede a sottolinearne tre.

Il blog è personale

Parto con la cosa più banale: il blog è tuo. Per quanto possa sembrare stupido, non è un dettaglio da poco. Non dimenticare che un social network è come un appartamento in affitto in un grattacielo: in qualunque momento il proprietario può cacciarti di casa. Allo stesso modo, se il proprietario decide di chiudere bottega, ti ritrovi in mezzo a una strada. Fuori di metafora, ciò vuol dire che concentrare esclusivamente la propria presenza sui social, senza diversificare, ti mette in completa balia delle sorti (effimere) della piattaforma. Il calo di Facebook lo dimostra, ma pensa anche a ciò che è successo anni fa con MySpace.

Scegli tu le regole, non accettare quelle degli altri

Da questo deriva una seconda considerazione, forse più incisiva. Avere uno spazio tutto tuo ti consente di non sottostare alle regole imposte da altri. Su Facebook sei schiavo degli algoritmi, che cambiano in continuazione. Se ti affidi esclusivamente a quel canale per raggiungere la tua audience, allora devi essere disposto ad aggiornarti periodicamente e a sottostare ai cambiamenti decisi dai vertici. Al contrario, su un blog sei tu a decidere cosa postare, quando, con che criterio e così via. Certamente devi sottostare a regole generali (la netiquette, le norme vigenti nella piattaforma etc.), ma godresti di una libertà molto maggiore.

Blog significa professionalità

In terzo luogo, il blog è ancora percepito come uno strumento professionale. Sicuramente puoi fare informazione sui social e veicolare valore nei modi più disparati; ma crediamo che il blog abbia un’aura di professionalità che altri canali non possono avere. Pensaci bene: se dovessi cercare delle informazioni (ad esempio: come si imposta una campagna di comunicazione? Cosa è il social media marketing?) ti affideresti a un social network oppure ricercheresti su Google, magari cercando sul sito o sul blog di un esperto in materia? Fidati: la tua brand reputation ne beneficerà enormemente.

Queste tre semplici osservazioni ci permettono di constatare come, ancora oggi, il blog sia uno strumento del tutto valido e, anzi, offra vantaggi non indifferenti per chi ne faccia un uso più o meno professionale. Questo non significa che i social siano inutili, o che in assoluto sia meglio il blog rispetto a una pagina Facebook: devi sempre diversificare i canali nei quali essere presente, scegliendo quelli più adatti alle tue esigenze e alle tue comunicazioni. I social, infatti, sono il più importante strumento che hai a disposizione per portare traffico al tuo blog.

Ma forse io sono di parte: del resto sto tessendo le lodi del blog proprio su un blog! Tu cosa ne pensi?

Condividi con i tuoi amici su: