5 fallimenti famosi nel mondo

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Walt Disney, Steve Jobs, Michael Jordan, Albert Einstein e Soichiro Honda: fallimenti famosi che non ti aspetteresti mai…

5 fallimenti famosi nel mondo

Ci sono momenti della vita in cui ti senti un fallito totale? Non disperare. Giusto per tirarti su di morale, ti faremo conoscere 5 grandi fallimenti storici che si sono rivelati poi dei veri geni assoluti nel loro campo.

La vita è in continua salita: ogni giorno si presentano dei problemi, più o meno grandi, da affrontare. Si possono superare con semplicità o difficoltà; certe volte non si riesce a superarli: si fallisce e molte volte questo determina il “buttare la spugna”. Tutto ciò però non determina il totale fallimento dell’uomo stesso: non si può riuscire su qualcosa, ma l’importante è non fermarsi mai nella dura salita della vita: si cade giù, ma bisogna risalire.

Cosa sarebbe successo alle democrazie europee se Winston Churchill si fosse ritirato dalla sfera politica dopo i suoi primi insuccessi? Siamo sicuri che qualcun altro al suo posto sarebbe stato in grado di salvare il Regno Unito dall’attacco della flotta aerea nazista?

Walt Disney aveva da poco cominciato a lavorare come disegnatore di fumetti per un giornale, quando il direttore lo convocò nel suo ufficio per licenziarlo. A suo dire, il creatore di Topolino e di Alice nel paese delle meraviglie dimostrava “scarsa immaginazione” e “incapacità di avere idee originali”.

Soichiro Honda, il fondatore dell’omonima casa giapponese di moto, è stato un talento incompreso. Fece un colloquio alla Toyota per un posto da ingegnere e fu scartato. Così, rimasto disoccupato, cominciò a costruire motorini nel garage di casa sua e poi si mise in proprio. E oggi i suoi “motorini” sono quotati in tutte le Borse mondiali, sono tra i più venduti al mondo, e gareggiano nei più importanti campionati mondiali di motociclismo.

Michael Jordan, il miglior cestista di tutti i tempi, venne scartato dalla squadra di basket della sua scuola, quando era alle superiori: tornato a casa, si chiuse in camera e pianse. “Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri – ha più volte raccontato il campione -. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

Albert Einstein, inventore della teoria della relatività, grande scienziato e filosofo tedesco, da piccolo non iniziò a parlare prima dei 4 anni. Non fu in grado di imparare a leggere prima dei 7 anni. La sua maestra lo etichettò come “lento” e “mentalmente handicappato”. Lui invece, ottenne il credito internazionale dopo la pubblicazione dei suoi studi (realizzati mentre lavorava come semplice impiegato), e vinse il premio Nobel in fisica grazie alle sue ricerche.

Steve Jobs, cofondatore, amministratore delegato e grande innovatore della Apple, ha rappresentato sicuramente uno degli uomini dalla mente più brillante di questo mondo. Il suo intuito ed il suo indiscutibile genio furono però negati quando, a metà degli anni ’80, fu licenziato dall’azienda che egli stesso aveva creato: entrò in una crisi depressiva, ma non mollò. Fondò una nuova società, la NeXT Computer, combatté contro la sua Apple e acquistò anche la Pixar; dieci anni dopo Jobs venne richiamato da Apple (che nel frattempo era entrata dentro una forte crisi). Si occupò del progetto “Mac OS X”, divenne amministratore delegato e guidò la Apple ai livelli di fama che oggi conosciamo.

Il genio infallibile non esiste. Magari esistono la fortuna e la sfortuna. Però se ci pensi bene, la sfortuna  arriva quando ti stai esponendo (se te ne stai fermo in un angolo vai pure tranquillo che non ti accade nulla) e quindi è “buon segno”. E la fortuna non è altro che la capacità di saper cogliere le occasioni.

Questi esempi servono per farmi capire che i fallimenti sono all’ordine del giorno e anche i più grandi hanno fallito. Cosa distingue allora le persone di successo? L’entusiasmo, oltre ogni limite!

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