Festival di Sanremo parte 2, la vendetta

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Il Festival di Sanremo sotto il segno di retorica e rigore

Festival di Sanremo parte 2, la vendetta

A Fazio che reagisce “Buonista io? Che palle!” vorrei rispondergli “figurati noi” povero pubblico di addetto ai lavori, costretti a guardarti per dovere di cronaca! D’altronde, si sa, leggere le impressioni altrui non hanno niente a che vedere con l’assistere al peggio con i propri occhi.

E la messa in scena degli operai contestatori ne è stato il primo triste e macabro presagio. Che la sceneggiata napoletana abbia ancora il suo perchè, anche no! Almeno in un contesto del genere che ha la pretesa di parlare di musica ed erigersi a Rassegna più importante della musica Italiana NEL MONDO! Come se agli Oscar o al SuperBowl si presentassero i senzatetto o gli Afroamericani o qualche altra minoranza o classe particolarmente svantaggiata a dimostrare il loro malcontento, approfittando della enorme visibilità. Praticamente impossibile!

Se di “piano pensato a tavolino” si tratta, chiunque ne sia l’artefice non sbaglia meno di quanti hanno permesso che ciò accadesse. E le parole del Direttore di Rai 1 non sono che l’ennesimo attestato di una certa indecente “ignoranza”: «Chi si espone in termini mediatici come al Festival di Sanremo per una protesta, per quanto legittima, non può avere un altro proscenio mediatico, perché al di là di tutto potrebbe creare un effetto emulazione, e la cosa da dramma diventerebbe farsa» .

Ma come?! Ci si preoccupa che gli stessi operai (si scopre fra l’altro sotto accusa per assenteismo) non abbiano ulteriori vetrine in programmi della tv di Stato, dopo averne sfruttato l’effetto immediato che è quello che più conta? Lasciare che il Festival si aprisse in quel modo, lo trovo altrettanto oltraggioso nei confronti di chi cerca di fare della musica il proprio lavoro e non ha altre possibilità che questa.

E della musica rimane, come al solito, ben poco da dire. Se non che, ancora una volta, mi ritrovo a constatare con amarezza che mancano professionisti, originalità e serietà di intenti. Tra note stonate e canzoni avariate, dopo il terzo ritornello a forma di cuore, l’effetto soporifero è assicurato.

Anche Gualazzi per quanto bravo al pianoforte ma quando si deciderà a prendere lezioni di canto? Non è davvero più ammissibile un musicista tanto acclamato che stoni e usi la voce in modo ineducato e totalmente improvvisato. Non sei Dylan o Hendrix e si sente!

Unico plauso a un giovane coraggioso, tale Renzo Rubino, bravo e divertente, con la quota più alta di tweet sia positivi (37%) che negativi (41%), segno evidente che la sua performance sul palco di Sanremo ha suscitato un dibattito interessante.

E lo spettacolo? Che pena la povera Franca Valeri e l’ennesima retorica anche in bocca a Baglioni. Lungi da me sterile polemica, ma di discorsi buonisti e recite ruffiane sono davvero stanca. L’unica cosa che ci poteva aiutare a passare una bella serata, un pò di sana e colta musica, è passata ancora una volta in secondo piano per poi deludere anche quella.

Rimarrà forse un pò di moda? I costumi di scena per Luciana Littizzetto non fanno più ridere e la vestaglia di Fazio ha finito col conciliare ulteriormente il sonno.

Che almeno i vostri sogni siano d’oro!

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