Il mondo del whisky in totale espansione

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Scozzese, irlandese, islandese, americano, giapponese, perfino indiano: il mondo del whisky – ossia un distillato di cereali stagionato in botte – è un universo in espansione e di rinnovata grande tendenza.

Il mondo del whisky in totale espansione

Gli scozzesi affermano di essere gli inventori del whisky. Gli Irlandesi fanno lo stesso. Secondo gli storici, però, il merito è equamente distribuito: i primi a fabbricare una bevanda analoga, nel 500 d.C., furono infatti i vichinghi gaelici, che dominavano su gran parte del Mare d’Irlanda e della Scozia occidentale.

Accanto ai puristi, che lo apprezzano liscio, al massimo con ghiaccio, e sono appassionati delle distillerie storiche, di Islay, delle Highlands, di Speyside e non lo hanno mai abbandonato, sono ora le nuove generazioni di Millennials ad apprezzarlo (accanto ad altri superalcolici) e a studiarlo soprattutto in relazione alla mixology che ha dato origine ad un proliferare di cocktail bar in tutta Italia.

A cavallo tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 il governo britannico innalzò sensibilmente la tassazione e per questa ragione molte distillerie, in Scozia come in Irlanda, evitarono di pagare entrando in clandestinità e lavorando solo durante le ore notturne.

Sapevate che esiste anche un whisky distillato in Italia? E’ uno solo, la Puni Distillery a Glorenza in Alto Adige in quella Val Venosta definita le Highlands dell’Italia. La produzione è cominciata nel 2012 dopo anni di ricerca. Utilizzano segale maltata locale e grano della Val Venosta, mentre l’orzo è di importazione, in tutti i casi la base è maltata. La particolarità, oltre agli alambicchi in rame (ogni distilleria ha la sua forma ), è la località di maturazione.

La Puni Distillery utilizza i bunker militari costruiti nella seconda guerra mondiale, un clima fresco e umido ideale per la lenta maturazione del whisky, i cosiddetti Puni Cask​.

La passione per il mondo del whisky ha fatto nascere persino un tour operator dedicato, unico al momento sul mercato, il Whisky Travel ideato da Giuliano Di Vincenzo. Viaggi nelle varie zone della Scozia in cui si produce il prezioso distillato: un pubblico di appassionati viaggiatori che visitano distillerie guidati da esperti, cercando di cogliere in maniera slow il rapporto che gli stessi scozzesi hanno con il whisky.

Il culto e la produzione del whisky si diffondono negli Stati Uniti grazie agli emigranti europei, che esportano le tecniche di fermentazione e distillazione. Curiosamente, il primo documento che fa esplicito riferimento al whisky scozzese risale al 1492, anno in cui Cristoforo Colombo approda nel nuovo mondo.

Fra il 1920 e il 1933 il governo statunitense vieta la vendita di alcol con la sola eccezione di quello prescritto da un medico e venduto da farmacie in regola con la licenza. Così, in poco più di 10 anni il numero di farmacie cresce esponenzialmente: solo quelle della catena Walgreen Company passano da 20 a 400.

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