La verità è che Sanremo ve lo meritate

Prima puntata di Sanremo… il festival della canzone italiana?

La verità è che Sanremo ve lo meritate

È iniziato il festival di Sanremo e la metà degli italiani (o forse di più?) si sono sintonizzati sul primo canale della televisione nazionale per scoprire i primi concorrenti di questa sessantaquattresima edizione.

Lo show inizia subito con un colpo di scena, una protesta choc di due contestatori che minacciano di gettarsi giù da una struttura del teatro: mossa strategica o realtà? Ma come avranno fatto ad arrivare fin lassù i due lavoratori del Consorzio Unico di Bacino delle province di Napoli e Caserta (CUB)?

Finalmente si conclude la protesta e il festival di Sanremo ha finalmente inizio.

Si susseguono cantanti, ospiti, stacchetti vari e tanta (forse troppa?) pubblicità. La sensazione però è quella di uno spettacolo sottotono, legato ad una tradizione ormai superata e forse incapace di creare uno show emozionante, fresco e moderno.

Uno spettacolo lontano anni luce da quelli magistralmente prodotti dagli artefici dello show business americano da cui potremmo anche noi in Italia prendere qualche spunto al fine di migliorare le produzioni musicali televisive nostrane e realizzare qualcosa di diverso e stupefacente. Di certo agli autori italiani non mancano creatività e capacità imprenditoriali (beh anche Sanremo è un business alla fine). Spesso però queste capacità sembrano apparire “soffocate” da quella costante difficoltà ad abbandonare ciò che (presumibilmente) ha funzionato in passato ma che ora rischia di risultare semplicemente passato…

È forse sbagliato pensare che innovazione e coraggio possano essere in qualche modo introdotti anche nel mondo della musica? Durante lo show sanremese è stato proposto lo stesso format di sempre (e lo stesso mood musicale tipico del festival di Sanremo), ad eccezione di qualche piccola novità, un susseguirsi di azioni collaudate nelle precedenti 63 edizioni, in un’atmosfera spenta e triste a cui gli stessi spettatori presenti in teatro sembrano soccombere.

Concludiamo con un’ultima domanda strettamente legata alla musica. Questa manifestazione rappresenta realmente il panorama musicale italiano?

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