Quanto costa produrre un paio di jeans?

Se avete pagato i vostri jeans meno di 20 euro, vengono probabilmente da fabbriche che mettono a rischio la sicurezza dei lavoratori e l’ambiente.

Quanto costa produrre un paio di jeans?

Il jeans è uno dei capi di abbigliamento più diffusi ma è anche uno dei meno sostenibili. Se pensiamo che per produrre un solo paio di jeans occorrono poco meno di 9500 litri d’acqua, utilizzati per immergere la stoffa in ben 15 vasche di tintura all’interno delle quali questi pantaloni acquistano il loro caratteristico colore. Aggiungete grandi quantità di additivi chimici e acque di scarto, quindi moltiplicate per i 2 miliardi di jeans prodotti ogni anno nel mondo. Avrete così un’idea di quanto inquini uno degli status symbol della moda globale.

Esistono molti modi scorretti con cui un’azienda può risparmiare sul costo dei jeans: riguardano soprattutto le tecniche di produzione. Per esempio, il 90 per cento di quelli prodotti in Cina viene colorato di blu con una tintura sintetica ricavata da catrame e agenti tossici.

Oltre alle tinture, anche i processi grazie ai quali alcuni modelli di jeans assumono un aspetto logoro e “vissuto” possono essere dannosi per la salute di chi se ne occupa: inalando le particelle di sabbia che servono per ottenere l’effetto da jeans invecchiati, i lavoratori possono ammalarsi di silicosi.

Greenpeace ha scoperto che nei corsi d’acqua vicini alle fabbriche di tessuto denim di Xintang (ribattezzata “la capitale mondiale dei jeans”) si trovano cinque diversi metalli pesanti, il cadmio, il cromo, il mercurio, il piombo e il rame, che sono pericolosi per la salute delle persone. Le aziende di abbigliamento, sia della cosiddetta “fast-fashion” che di abiti più costosi, sono spesso criticate per le condizioni di lavoro di alcune fabbriche in cui producono i capi. Molte appaltano parte della produzione ad altre società che fabbricano tessuti o indumenti in paesi dove la manodopera costa pochissimo e le condizioni di sicurezza dei lavoratori non vengono rispettate.

Levi’s si è guadagnata una menzione speciale per l’impegno di abbandonare del tutto l’impiego di sostanze chimiche dannose per la salute entro il 2020 e per avere già eliminato molti prodotti tossici. Per questo motivo i jeans di Levi’s costano tutti dai 90 euro in su. Perciò i jeans che costano meno di 18 euro molto probabilmente non sono stati realizzati in modo etico, a meno che il negozio non li venda in perdita.

Il tessuto per produrre un paio di jeans in Bangladesh costa 4 dollari, cioè poco più di 3,5 euro. Il salario minimo per i lavoratori del settore tessile in Bangladesh è 68 dollari (61 euro) al mese e produrre un paio di jeans in Bangladesh costerebbe quindi 4,45 dollari (circa 4 euro). A questo costo andrebbero aggiunti quelli delle zip, dei lavaggi, delle rifiniture, delle misure di sicurezza nelle fabbriche, e poi i costi di spedizione, di magazzino, le tasse e le spese per il marketing. Per questa ragione, il fatto che vengano venduti jeans a 5 dollari o poco più indica probabilmente che i lavoratori che li hanno prodotti siano stati sfruttati.

Non tutti i produttori tessili e di abbigliamento però sono uguali. Selezionare una fabbrica a caso, senza verificare che il fornitore sia in grado di rispondere ai tuoi requisiti sulla qualità, rischia di concludersi in un disastro per il brand che decide ti utilizzare i loro materiali.

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    Vi seguo da tempo e devo dire che i vostri articoli sono sempre molto interessanti, concisi e ben scritti! Complimenti!

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