Captain America – Civil War

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Captain America – Civil War rappresenta la svolta per i supereroi di casa Marvel, la cui stessa sopravvivenza è ora in pericolo.

Captain America – Civil War

Ci siamo: dopo un’attesa interminabile, uno dei film più attesi degli ultimi anni è finalmente arrivato al cinema. Captain America – Civil War porta a compimento la trilogia dedicata a Steve Rogers e, contemporaneamente, porta sullo schermo la battaglia supereroistica per eccellenza, aprendo di fatto la fase 3 del Marvel Cinematic Universe.

Dopo i fatti di Sokova, raccontati in Avengers – Age of Ultron, le Nazioni Unite sono sempre meno disposte a tollerare le distruzioni generate dai supereroi. Dopo l’ennesimo incidente mortale, questa volta provocato da Scarlet Witch, l’ONU presenta a Cap & Co. un accordo che prevede un controllo più stringente sui supereroi, al fine di preservare il bene comune. Tra gli Avengers si creano due schieramenti contrapposti, capitanati da Captain America e Iron Man. In questo scenario si inseriscono poi le vicende riguardanti il rapporto tra Rogers e il Soldato d’Inverno, che porteranno ad uno scontro frontale con Toni Stark il cui esito potrebbe rivelarsi fatale per la sopravvivenza futura degli Avengers.

Civil War è uno dei film più maturi dell’intero MCU. A stupire è soprattutto il modo in cui gli eventi raccontati si inseriscono perfettamente nell’universo costruito negli ultimi dieci anni; la pellicola risulta essere la diretta conseguenza di Captain America – The Winter Soldier e del già citato Avengers – Age of Ultron, con rimandi anche al terzo capitolo di Iron Man. La Marvel è stata bravissima a collocare la Civil War, uno dei momenti più amati dai lettori, all’interno dell’universo sviluppato con i suoi film; ed è fin troppo semplice, col senno di poi, notare come lo scontro ideologico e personale tra Cap e Iron Man sia stato costruito, tassello dopo tassello, in vista di uno scontro epocale, fin dal primo Avengers. Ottimo anche l’atteggiamento mostrato nei confronti del fumetto: la pellicola prende le mosse dai fatti descritti nella versione cartacea, per poi rimaneggiarli più o meno liberamente e adattarli agli eventi che si intende raccontare.

Oltre a queste note più propriamente nerd, Civil War risulta essere un ottimo film d’intrattenimento. Nonostante una partenza confusionaria, il film intrattiene per due ore e mezzo senza mai annoiare. La tensione è sempre altissima, l’empatia totale e l’adrenalina alle stelle. L’equilibrio tra azione, dramma e comicità è a dir poco perfetta e, se in un momento salta fuori una battuta tipicamente Disney per i più piccoli, subito dopo state pur certi che una scena violenta o una invettiva riporterà in pari la situazione. Le scene d’azione, poi, si presentano a intervalli regolari garantendo la spettacolarità del film, contribuendo così a mantenere alta l’attenzione del pubblico. Il finale, tutt’altro che buonista e a tarallucci e vino (anche se, forse, poteva essere più coraggioso), lascia con l’amaro in bocca e apre a numerose speculazioni.

Il cuore della pellicola è dato dalla psicologia dei personaggi. Raramente ho notato un lavoro di approfondimento così puntuale in un cinecomics, eccezion fatta per i Batman di Nolan e per Watchmen di Snyder. Le motivazioni dei protagonisti sono tutte esposte chiaramente, sta allo spettatore prendere parte e decidere chi ha ragione. Captain America incarna il valore della libertà ad ogni costo, dell’indipendenza dei supereroi dalle catene dell’Onu, che li sfrutterebbe come burattini per i propri interessi. Iron Man, che per la prima volta vediamo in tutta la sua umana fragilità (non ridotto ad una caricatura di se stesso come nel terzo capitolo a lui dedicato), piegato sotto il peso delle responsabilità e dei tragici errori del passato, cerca di fare ammenda e sostiene che, per riconquistare credibilità e fiducia agli occhi dell’opinione pubblica, i supereroi debbano essere sorvegliati e istituzionalizzati: altrimenti dov’è il confine tra legalità e illegalità? Tra i due lo scontro non è solo ideologico, ma anche personale. Al centro della contesa è, ovviamente, Bucky; Cap lo difende a spada tratta, esaltando il valore dell’amicizia, mentre Iron Man vorrebbe consegnarlo alla giustizia, mosso soprattutto da motivazioni personali.

C’è Pantera Nera – prima new entry – in cerca vendetta per la morte del padre, salvo poi capire che spargere altro sangue non servirebbe a niente se non ad alimentare una catena d’odio infinita. C’è poi Spider-Man, altra attesissima new entry. Il personaggio è appena abbozzato – siamo alla terza versione cinematografica, c’era mica bisogno dell’ennesima presentazione? – ma tanto basta per consegnarlo alla gloria. Un bimboragno ironico, macchiettistico, geek, con la testa fra le nuvole ma con un ideale ben saldo che lo guida – esattamente come nel fumetto. È ancora presto per i giudizi, ma potremmo essere di fronte alla migliore trasposizione cinematografica di Peter Parker (non fosse per un costume quasi interamente fatto in CGI, che in alcune scene è veramente un pugno in un occhio). Il villain è decisamente insolito; non ha un ruolo di primo piano ai fini della trama, serve solo per innestare l’azione ma, nonostante questo, risulta comunque un avversario soddisfacente – se non altro perché mosso da reali motivazioni – e decisamente più incisivo di molti suoi predecessori.

Come se non bastasse, i fratelli Russo mettono in campo una regia dinamica ma pulita; anche nelle scene più convulse – e, credetemi, sono parecchie – non si perde un fotogramma, tutto è chiaro e cristallino. Ottimo il lavoro fatto con il montaggio e con la fotografia – alcune inquadrature del combattimento finale tra Cap, Iron Man e Bucky tolgono il fiato –, così come la colonna sonora che alimenta la tensione e rafforza le scene drammatiche. Quanto agli effetti speciali, forse sono l’unica pecca del comparto tecnico dato che in alcuni passaggi – specie , come già accennato, quelli riguardanti Spidey – è fin troppo evidente l’utilizzo del computer.

Le note dolenti riguardano soprattutto la sceneggiatura e la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari; difetti naturali, vista l’enorme quantità di avvenimenti da esporre in così poco tempo. L’inizio del film risulta piuttosto confusionario, con un pretesto narrativo poco convincente e un personaggio potenzialmente interessante fatto fuori dopo pochi minuti; i molti cambi di location – peraltro accompagnati da scritte a tutto schermo che possono risultare piuttosto invadenti in un film del genere – rendono difficile seguire il filo rosso che unisce le vicende. Certi passaggi logici e certe azioni sembrano convincere poco, mentre alcuni personaggi comprimari sono inseriti un po’ forzatamente nel corso degli eventi: è il caso di Visione, Occhio di Falco o di Ant-Man, con questi ultimi che saltano fuori praticamente dal nulla e scompaiono altrettanto in fretta.

Pur coi suoi evidenti difetti, Captain America – Civil War è l’ennesima prova di maturità della Marvel, che testimonia l’ottimo stato di salute dei cinecomics – Batman v Superman? Cos’è? Si mangia? – e che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che anche un film sui supereroi può essere un ottimo blockbuster e – pensate un po’ può anche avere dei contenuti profondi. Civil War è un film completo, che offre tanta azione e vagonate di pugni sui denti, ma chiede anche allo spettatore di prendersi del tempo per riflettere e prendere una posizione.

In un vortice di azione e dramma, Civil War segna la definitiva prova di maturità del Marvel Cinematic Universe. Ora sta a voi scegliere: TeamCap o TeamIronman?

Io la mia scelta l’ho fatta, e voi?

A cura di Daniele Mu

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