Justice League: la risposta (sbagliata) della Dc agli Avengers

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Con Justice League, la Dc dimostra di rincorrere disperatamente la Marvel. L’esito? Non proprio dei migliori. Vediamo perché!

Justice League: la risposta (sbagliata) della Dc agli Avengers

Diciamolo: non è un bel periodo per i cinecomics. Prima il mezzo passo falso della Marvel con Thor: Ragnarok e ora il flop della Dc con Justice League. Non mi riferisco solo ai deludenti incassi nel primo weekend di programmazione: per quanto superiore rispetto a pellicole come Batman v Superman o Suicide Squad, infatti, Justice League rispecchia pienamente il caos nel quale si muove la Dc.

Partiamo dai (pochi) punti di forza del film. Innanzitutto, si tratta di un film con una trama piuttosto semplice ed esposta in maniera lineare e comprensibile. Certo, nella prima parte il ritmo risulta un po’ troppo confusionario e caotico ma, una volta entrati nel mood, gli eventi si seguono abbastanza facilmente. Il che non era scontato, dopo quell’epitaffio della sceneggiatura che è Batman v Superman.

Veniamo poi ai personaggi: tra tutti, Wonder Woman è quella meglio riuscita. Non male anche Cyborg, una delle tante new entry che, nonostante uno scarso approfondimento psicologico (ci vengono fornite solo alcune coordinate sul suo passato), risulta funzionale ai fini della trama.

Bene, direi che abbiamo finito con i punti di forza (sigh). Passiamo ora ai principali punti critici.

Se Wonder Woman e Cyborg sono per lo meno decenti, gli altri personaggi risultano mal gestiti se non inutili. Batman è a dir poco inguardabile: un personaggio attorcigliato su se stesso, che non ha quasi niente del corrispettivo nei fumetti e che risulta imbrigliato nello stereotipo dell’eroe maledetto. Superman, come al solito, è piatto e privo di carisma. Il suo unico pregio è quello di aver suscitato risa in sala e di aver dato vita ad una serie di divertentissimi meme che spopolano sul web.

Veniamo ora ai nuovi arrivati. Flash è un incrocio mal riuscito fra il Peter Parker di Spider-Man: Homecoming e il peggior Sheldon Cooper di The big bang theory. È relegato al ruolo del comic relief in un film dai toni eccessivamente cupi e pare incapace di esprimersi con frasi di senso compiuto. Tutto ciò che fa è sparare battute e persino le sue movenze sono volte a suscitare ilarità nel pubblico. Il problema è che su dieci battute forse se ne salvano due (Dostoevskij!), e che le sue espressioni lo fanno sembrare un poveretto con una crisi epilettica in corso più che un nerd un po’ strampalato. Devo ammettere però che l’easter egg di Rick & Morty, nella scena in cui Barry incontra Bruce per la prima volta, è un tocco di genio.

Per non parlare di Aquaman, che è la cosa più inutile del film. Jason Momoa sembra intrappolato nel ruolo del personaggio badass, che passa le giornate a bere e a schiacciare lattine con la fronte. Solo che, in questo caso, ha anche l’abilità di nuotare a velocità spropositate e di parlare con i pesci. Figo. L’unica utilità di Aquaman è quella di prenderle come un dannato per tutto il film senza morire – il che è comunque qualcosa.

Come in tutti i cinecomics che si rispettino, poi, il villain non è pervenuto. Steppenwolf (che ha anche un bel nome, in realtà) è lì solo perché passava per caso: un personaggio piatto, che compare poco e viene sconfitto in maniera ridicola. Ah, sì: un applauso ai suoi scagnozzi, che confermano l’esistenza dell’Uomo falena.

Anche l’impianto tecnico non è dei migliori, ma qui c’è da dire che io ho un rapporto conflittuale con Zack Snyder (che, comunque, non ha girato tutto il film per via del lutto che lo ha colpito durante le riprese). La regia è pacchiana, inutilmente pomposa e autoreferenziale, ricca di slow motion che, il più delle volte, sono messi completamente a caso e mi hanno innervosito tremendamente fin dai primi minuti. Stessa cosa per la fotografia: patinata e “smarmellata” in molte scene, eccessivamente cupa e oscura in altre. Il montaggio è altalenante, con tagli bruschi e stacchi da una scena all’altra che, specie nella prima parte, frammentano eccessivamente la narrazione. Non particolarmente incisiva la colonna sonora. Deludente, infine, la CGI: Steppenwolf sembra uscito da un videogioco di bassa lega per la Play Station 2, mentre il ritocco sul volto di Henry Duvall è da arresto immediato. Non male, invece, la tenuta di Cyborg.

Justice League paga la fretta che domina in casa Dc, costretta ad inseguire la Marvel con esiti a dir poco deludenti. Mi chiedo come sia pensabile fare un film corale, sul modello degli Avengers, senza aver prima introdotto i vari personaggi che ne faranno parte. E mi chiedo per quale motivo abbiano voluto giocare la carta della Justice League, che dovrebbe essere qualcosa di epico (di epico, in questo prodotto, ci sono solo gli sparuti richiami alla prima battaglia contro Steppenwolf e le citazioni all’estetica del Signore degli Anelli di Peter Jackson), quando quello che abbiamo visto poteva benissimo essere un capitolo dedicato a Batman, Superman e Wonder Woman. Insomma, ancora una volta non ci siamo: sono proprio le premesse a mancare e a rendere Justice League la risposta sbagliata della Dc alla Marvel.

A cura di Daniele Mu

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