Intervista agli Insanity Fair

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Conosciamo meglio i friulani Insanity Fair e il loro rock!

Intervista agli Insanity Fair

Numerose sono state in questi anni le grandi e le piccole soddisfazioni di questa band friulana: il forte entusiasmo del pubblico e la voglia di fare musica ad alti livelli spinge la band ad esibirsi: all’attivo ad oggi decine di concerti in Italia e all’estero!

Nel primo mese dalla pubblicazione, il loro video InTension ha raggiunto più di 5000 visualizzazioni.

Questi sono gli Insanity Fair band giovanissima a cui abbiamo posto qualche domanda per conoscerli ancora meglio!

Avete aperto concerti di band come Verdena, Bastard sons of Dioniso, Rezophonics ed Extrema. Come ci si arriva? E come sfruttare al meglio queste opportunità?

Noi abbiamo avuto la fortuna suonare insieme a band così importanti grazie alle vittorie dei vari contest regionali a cui abbiamo partecipato, come il Ciao Luca o l’Homepage contest, che tra i premi in palio offrono proprio la possibilità di aprire a band di livello nazionale. Purtroppo per una band emergente (e al momento indipendente) questo è l’unico modo per fare da spalla a nomi importanti senza avere un’etichetta che ti supporti. Proprio per questo però bisogna sfruttare queste occasioni al massimo essendo impeccabili sul palco ma anche cercando di carpire i piccoli segreti di chi fa questo mestiere con successo da molti anni.

Molti gruppi scelgono sempre di più di produrre i loro lavori all’estero. A voi cosa ha spinto a farlo? Cosa avete ottenuto di più che non era possibile ottenere in Italia?

Abbiamo affidato il mastering del nostro album in uno studio all’estero (lo Skyline Tonfabrik di Düsseldorf) perchè nella nostra ricerca è stato quello che più si avvicinava al sound che volevamo ottenere. In questo studio poi hanno lavorato spesso i Guano Apes che è una delle band cui ci ispiriamo. In Italia ci sono ottimi studi ma tra quelli che abbiamo testato nessuno aveva grande esperienza con il nostro genere.

Dopo l’anteprima del videoclip di ‘Intension’, è seguita l’uscita dell’album, tappe quasi obbligate per una promozione efficace. Quali altri step vi aspettano?

Innanzitutto vogliamo suonare il più possibile cercando anche di uscire dalla nostra regione e se possibile tornando all’estero in Slovenia o Ungheria per promuovere l’album live, perché secondo noi con l’offerta quasi infinita alla quale si può accedere con Internet, per emergere bisogna ‘conquistare’ il pubblico dal palco e se riesci a guadagnare un fan suonando bene poi è più probabile che lui si ricordi di te e ti supporti anche nei social network o acquistando il tuo cd.
Il passo successivo è quello di trovare un’etichetta che ci produca e distribuisca il prossimo cd sul quale stiamo già iniziando a ragionare.

Qual è il vostro sogno più folle?

Essendo una band che compone musica sperando di comunicare qualcosa al pubblico, al di là di tutto, abbiamo un sogno condiviso che sarebbe quello di poter raggiungere sempre più persone con la nostra musica. Volare in America o in Giappone e sentire il calore della gente, questo pensiamo debba essere messo al primo posto! Poi quando ci trovavamo a prove i primi tempi, in un vecchio stabile, sognavamo di metterlo a nuovo e costruirci un’enorme sala prove con tanto di studio di registrazione e camere per ospitare musicisti da tutto il mondo!

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