Intervista ai Remida

Con le loro sonorità pop e contaminazioni rock, i Remida si impongono come una delle realtà più promettenti del panorama musicale italiano.

Intervista ai Remida - Plindo

È uscito il 17 giugno in anteprima assoluta sulle pagine di Plindo il nuovo singolo e video dei Remida, band modenese formatasi nel 2008 che sta riscuotendo un successo sempre crescente in tutt’Italia.

Quando si parla di musica italiana, soprattutto contemporanea, i pregiudizi sono in agguato. In un mercato musicale nel quale spesso non si premia la “musicalità”, i Remida si distinguono a testa alta: ricerca, cura del sound, qualità della composizione – e, perché no, un’attitudine catchy – caratterizzano la giovane band emiliana. L’eccezione che conferma la regola, e che speriamo possa diventare sempre di più la normalità: le premesse ci sono tutte, e lo straordinario successo di critica e pubblico ne è la prova.

Iniziamo con una domanda di rito: come nascono i Remida?

I Remida nascono tra i banchi di scuola più di dieci anni fa. Ormai di quella formazione siamo rimasti solo io ( Davide ) e Alessandro ( Batterista ). E’ nato tutto per gioco. Ricordo che abbozzavo testi durante le ore di lezione per poi passare il pomeriggio a mischiarle con musiche a caso.
Poi col tempo è arrivata la consapevolezza di ciò che stavamo facendo, che la musicalità e la qualità erano buone.

Nel 2008 ci venne proposto di incidere il nostro primo disco, “SENTIMENTI FRAGILI”, e ci lanciammo in questa avventura a piedi pari. Fu un’esperienza fantastica che ci proiettò per la prima volta in una dimensione professionale. Come succede in molte giovani band, però, crescendo le priorità per alcuni di noi cambiarono e la band si fermò. Nello stesso periodo molte altre formazioni, di coetanei ben noti nel territorio, si fermarono per il nostro stesso motivo quindi io ed Alessandro, decisi a continuare, siamo riusciti a convincere Elia, Giulio e Mattia ad inserirsi nel nostro progetto. Da questa nuova line-up nasce “VITA”, nel 2012, ed “EQUILIBRIO STABILE”, nel 2014.

Il sound della band unisce la tradizione pop con elementi blues, funky e rock. Quali sono le vostre principali influenze?

Noi, per quanto riguarda i gusti e le influenze musicali, siamo una band molto complessa. Siamo tutti molto legati al rock britannico dei gloriosi 70’s ed alla sua evoluzione pop. Allo stesso tempo ci sono alcuni di noi con un’anima fortemente jazz e funky ed altri molto più votati all’elettronica e al sound moderno.

Fortunatamente non parliamo mai di altri artisti, o meglio non ci confrontiamo mai su chi sia meglio, evitando le battaglie di gusto. Abbiamo sviluppato una sorta di equilibrio nell’arrangiamento che mette d’accordo tutti. Il nostro dogma è : DEVE SUONARE BENE ED ESSERE CREDIBILE. L’etichetta lasciamo che la mettano gli altri!

I vostri testi spesso parlano d’amore. Che ruolo hanno le parole nelle vostre canzoni?

La scelta di scrivere in italiano è stato forse il primo test di maturità che abbiamo dovuto affrontare. Vuol dire non nascondersi dietro un’altra lingua e ti obbliga a dire qualcosa. Abbiamo sempre sostenuto l’importanza del testo. Vogliamo che ogni brano, dal più leggero al più impegnato, abbia un significato.

Tra i molti eventi a cui avete partecipato spicca il Radio Bruno Estate, durante il quale avete condiviso il palco con artisti come Francesco Renga, Noemi e i Modà. Che ricordo avete di quell’esperienza?

Quel giorno è stato la realizzazione di uno dei tanti nostri sogni. Ci siamo esibiti davanti a 35000 persone e siamo stati in compagnia di artisti di fama nazionale. Siamo stati coccolati come star.
Il cuore ha pulsato come non mai!

Speriamo di replicare e che ne arrivino sempre di più di soddisfazioni come quella. Basta una rapida occhiata al vostro sito per capire l’importanza del web per la diffusione dei brani del gruppo. Internet è più un male o un bene per la musica, specie nel panorama indipendente/emergente?

Internet ha enormi pro ed enormi contro. Il fatto che oggi fare un disco abbia un costo accessibile, che le case discografiche non assumano più un ruolo di “filtro” e che ci sia una facile fruibilità ha abbassato drasticamente la richiesta del prodotto. Troppo materiale e poca qualità uccidono il mercato!

È vero anche che oggi puoi arrivare a più gente da autoprodotto utilizzando i canali web in modo corretto e furbo. Ad oggi penso che con lo streaming legale, e la conseguente morte della pirateria, si sia fatto un passo in avanti gigante verso un futuro musicale 2.0. Quello che manca ora, dove l’introito è centrato sul live, è una legge che distingua professionisti da giovani alle prime armi o amatori.

I giovani e gli amatori devono avere luoghi fuori mercato dove esibirsi. Le esibizioni a costo zero con relativa bassa capacità esecutiva, ma con locale pieno di amici e parenti, UCCIDE il lavoro dei professionisti che lo fanno di mestiere. E perchè no , magari anche una legge, tipo quella francese, che obbliga le radio a programmare un’alta percentuale di musica Made In Italy.

Visti anche il successo ottenuto e la giovane età, che consiglio dareste alle centinaia di band emergenti che spesso faticano a trovare la loro strada?

Se fare musica nella vita è quello che volete davvero: NON MOLLATE MAI!
Studiate, studiate e studiate. Studiate musica per essere preparati e studiate letteratura perchè BISOGNA SAPER SCRIVERE. Coltivate il vostro talento e non fermatevi davanti a qualche porta sbattuta sui denti. Secondo consiglio fondamentale : SIATE VOI STESSI SEMPRE!

Avete qualche progetto per il futuro, oltre a proseguire con il tour?

Il futuro è molto incerto per ora. Abbiamo diverse trattative sul tavolo da valutare a Settembre ma per ora ci godiamo l’estate poi decideremo. Sicuramente ci prenderemo un pò di tempo per lavorare a qualcosa di nuovo.

A cura di Daniele Mu

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