Intervista ai Sinfonico Honolulu

Con il loro nuovo album “Il sorpasso”, i Sinfonico Honolulu si confermano una delle realtà più originali e innovative del panorama italiano.

Intervista ai Sinfonico Honolulu

Capita di salire in macchina e accendere la radio, dopo anni in cui l’hai orgogliosamente messa da parte, e di sentire canzoni apparentemente copie l’una dell’altra, con talmente tanto auto-tune da far rivoltare nella tomba ¾ dei compositori e musicisti che ci hanno ormai abbandonato, i cui testi sembrano scritti da bimbi di terza elementare (senza offesa per i bimbi di terza elementare, sia chiaro).

Capita poi di andare su YouTube, così, un po’ per noia e un po’ per curiosità; di spippolare tra i video consigliati e di vedere un nome che ti incuriosisce – “Sinfonico Honolulu”. A quel punto clicchi sul video e ti ritrovi a sentire London Calling dei Clash rifatta da una mini-orchestra che suona l’ukulele. Rimani estasiato dall’idea a dir poco geniale, e nell’arco di poche ore hai visto tutti i video che trovi in giro.

A quel punto torni in macchina, guardi la radio e, amaramente, capisci perché hai deciso di non ascoltarla più. E questa volta preferisci collegare il lettore mp3 o mettere su un CD.

I Sinfonico Honolulu sono: Steve Sperguenzie (voce, ukulele, percussioni), Luca Carotenuto (voce, ukulele), Giorgio Mannucci (voce, ukulele), Daniele Catalucci (basso, cori, arrangiamenti), Luca Guidi (ukulele, arrangiamenti), Giovanni Guarneri (ukulele, cori), Gianluca Milanese (ukulele, cri), Filippo Cevenini (ukulele), Francesco Damiani (ukulele).

 Considerato che avete percorsi musicali ben diversi da quello che fate ora, da dove nasce l’idea dietro i Sinfonico Honolulu?

Filippo: È nata nel novembre 2009. L’idea mi è venuta vedendo il filmato su Facebook di un amico che suonava l’ukulele appena comprato. Innamorato del suono e credendo nelle potenzialità dello strumento ho iniziato a telefonare ad amici musicisti per coinvolgerli in un progetto orchestrale solo ukulele. Primo tra tutti ha risposto entusiasta Steve Sperguenzie (uno dei tre cantanti della band). Non ero sicuro se avesse capito bene la mia proposta, ma nel frattempo avevo trovato un cantante cazzuto! Con lui volevo contrapporre a quel suono dolce, la sua voce profondamente rock e la sua personalità molto forte. Da lì in poi si è formata la band, con vari cambi di line-up.

Il Sinfonico nasce per accomunare intorno al fuoco di uno strumento, dall’apparenza infantile, animi, cuori e personalità diverse. Un progetto in ci non ci sono limitazioni alle idee o pregiudizi. Un qualcosa di originale e d’avanguardia. L’idea dell’abito elegante e informale è un richiamo alle orchestre ed in un certo senso e si contrappone alla spensieratezza dello strumento. Il nome della band proviene dall’orchestra jazz di mio nonno, la Sinfonico Honolulu Jazz Orchestra, che suonava swing e jazz per gli americani nel dopoguerra.

Praticamente nessuno di voi, prima, aveva suonato l’ukulele. Come è stato passare a questo strumento?

Filippo: Alla partenza eravamo tutti all’oscuro di questo strumento, poi sono venuti fuori i talenti.

 Ho letto che non suonate l’ukulele nel modo “convenzionale”. Usate una tecnica particolare o è solo una rivisitazione “all’italiana”, lo “spaghetti ukulele”?

Giorgio: Nessuna tecnica particolare. Spaghetti ukulele è molto carino. Sì, suoniamo nello stile “Spaghetti Ukulele”!

Siete passati da un repertorio di cover alla scrittura di brani vostri. Come nascono i pezzi? Vengono scritti direttamente per ukulele, oppure riarrangiati in seguito?

Giorgio: Una buona parte dei brani originali scritti per “Il Sorpasso” sono partiti dalle menti di Luca Guidi e Luca Carotenuto e rivisitati insieme a tutto il Sinfonico, sotto la produzione artistica di Daniele Catalucci (bassista della band) e soprattutto sotto quella di Alessandro Bavo (produttore artistico già a lavoro con Subsonica, Levante, Mina). Sono stati scritti sia direttamente sull’ukulele, sia sulla chitarra. Dopo una lunga attività di cover (e includo anche il capitolo Giovanardi, con cui ci siamo avvalsi il Premio Tenco 2013 per l’album “Maledetto Colui che è Solo”) abbiamo sentito l’esigenza di esprimere qualcosa di nuovo e soprattutto qualcosa di proprio.

Tutto il Sinfonico è composto da musicisti, avvezzi alla scrittura di brani originali, e quindi è stato un processo naturale. Per chi non lo sapesse: Daniele Catalucci è il bassista dei Virginiana Miller, Steve Sperguenzie ha suonato in tutta Italia e negli Stati Uniti con i suoi Incredible Lisergic Ants per diversi anni, Giorgio Mannucci è il cantante dei Mandrake e Luca Guidi ha scritto brani per Mauro Ermanno Giovanardi.

“Il sorpasso” è il vostro terzo album, ma è il primo ad essere completamente vostro. Come lo descrivereste ai nostri lettori?

Giorgio: Un tentativo di portare qualcosa di nuovo. L’ukulele è uno strumento apparentemente limitato, ma noi, credo, siamo riusciti a dargli tanta versatilità. Credo che siamo riusciti a dare un tocco originale a questo strumento.

Con un sound così particolare e trasversale, com’è composto il pubblico dei Sinfonico Honolulu? Avete difficoltà a suonare nei locali, oppure questa vostra originalità vi dà una marcia in più?

Giorgio: Il live è il nostro harem, ci divertiamo un sacco. Dall’inizio de “Il Sorpasso Tour”, nell’ottobre 2015, abbiamo fatto più di 40 date, tra piccoli live club e grandi, grandissime venue. È emozionante. Il pubblico è il più vasto: si va dai bambini ultra piccoli che impazziscono, ai loro genitori che vengono per divertirsi come matti proprio come i figli. Passiamo dagli adolescenti, ai ventenni (che conoscono a memoria le canzoni originali dell’album), ai 40enni 50enni nostalgici delle opere d’arte realizzate da band come Rollling Stones, The Beatles, Clash, Smiths, che riproduciamo alla nostra maniera con l’ukulele. Insomma il pubblico è sempre numeroso. Partecipa dannatamente ai nostri live, ascoltandoci attentamente durante le nostre canzoni e lasciandosi andare durante le cover.

Forse è un po’ presto per parlarne, ma avete qualche progetto per il futuro?

Giorgio: “Il Sorpasso Tour” è ancora in attività. Nello stesso momento stiamo lavorando a qualcosa di nuovo ma è ancora presto per parlarne. Tra non molto uscirà il nuovissimo lavoro della coppia Guidi-Carotenuto, un connubio nato proprio grazie al Sinfonico. E noi lo appoggeremo con tutte le nostre forze.

A cura di Daniele Mu

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