Intervista ai Siren

Tanta energia, un pizzico di melodia e una spolverata di disincanto: ecco il segreto della musica dei Siren.

Intervista ai Siren

I Siren sono una rock band pesarese formatasi nel 2013. Ad ottobre 2014 esce il loro album di debutto, “The Row”, composto da 11 brani, interamente pensato, scritto, arrangiato e composto dalla band. Tra una serata e l’altra – vista anche l’organizzazione di un imminente tour europeo – la band si è raccontata in esclusiva per noi di Plindo.

Il vostro è un sound potente, “incazzato” ma anche molto melodico: mi è parso di notare influenze di band contemporanee come Muse, Foo Fighters e Queens of the Stone Age. Quali sono le vostre principali influenze?

L’intento con “The Row” è stato quello di trasmettere energia senza sacrificare la melodia, a nostro parere, due componenti fondamentali della musica e sicuramente le band che hai citato ci hanno influenzato in questo album; aggiungerei anche System Of a Down, Rammstein e Nirvana che pur essendo lontane a livello di sound ci hanno musicalmente cresciuto. Comunque siamo quattro artisti differenti e adoriamo qualunque tipo di musica, questo è probabilmente uno dei motivi per cui, almeno secondo la critica, è difficile classificarci.

Come molte band italiane, anche voi avete scelto di scrivere testi in inglese. Nel vostro caso si tratta di una scelta stilistica o semplicemente di un modo per avere un respiro più internazionale?

Entrambe le cose. L’inglese probabilmente si presta meglio al nostro genere a livello stilistico, inoltre siamo molto ambiziosi, quindi era inevitabile per una risposta più ampia cantare in inglese. L’italiano è probabilmente la più bella e completa lingua al mondo ma non è molto internazionale, solo in “casa nostra”, o quasi, capirebbero i nostri testi, che in realtà crediamo abbiano un ruolo molto importante nell’ album.

Il vostro primo album si intitola “The Row”, “La fila”. Potete spiegare brevemente di cosa parla e qual è il suo significato, il suo messaggio?

In “the Row” non c’è un messaggio preciso, anche i testi vanno dall’introspezione alla denuncia sociale, il filo comune è sicuramente la provocazione, l’incitamento ad abbandonare ogni tanto la fila, a sbandare, a essere uomini, quindi sbagliati per definizione. Non siamo dei politicanti né, tanto meno, dei maestri di vita, crediamo semplicemente che sia giusto a volte uscire dal coro per sentirsi un po’ più vivi.

Con “The Row” gettate uno sguardo critico sulla società contemporanea e le sue contraddizioni. Cosa salvereste e cosa, invece, cambiereste del mondo in cui viviamo? Ci sono dei fatti specifici che hanno ispirato alcuni brani?

Non credo ci sia niente da cambiare, il mondo e l’essere umano sono difficili da capire e interpretare, se non ci fosse il male non esisterebbe nemmeno il bene; è la natura, crudele e amorevole allo stesso tempo. Ciò che ho appena detto è piuttosto banale e semplicistico, ma è la verità, ed è di questo che parliamo in molti dei nostri testi: una sorta di serena rassegnazione agli eventi. Non ci sono vere e proprie critiche alla società, si tratta più che altro di una esposizione piuttosto oggettiva dei fatti.

Quale credete che sia la direzione che sta prendendo la musica negli ultimi anni, e come vi pensate al suo interno?

Per quel che riguarda il rock, negli anni dal 2000 al 2010, c’è stato un ritorno agli anni ’70 e ora agli anni 80 e al glam rock, quindi è ragionevole credere che negli anni dal 2020 al 2030 torneranno in voga gli anni novanta, perciò con “The Row”, che ha sonorità di quel periodo, siamo stati un po’ degli antesignani di questa probabile tendenza. Scherzi a parte, al momento stiamo lavorando a nuovi brani in modo diverso, sperimentando nuovi arrangiamenti, strumenti e sonorità, anche un po’ più elettroniche (elettronica da cui oggi giorno non si può quasi più prescindere), rimanendo comunque “figli del Rock”, anche se crediamo fermamente che la musica, se fatta con coscienza, rispetto e passione diventi inevitabilmente interessante, qualunque sia il genere che la caratterizza.

Immagino che stiate già preparando le valigie per il tour di promozione dell’album. Quali sono le prossime tappe?

Sì, al momento stiamo organizzando il tour insieme alla nostra agenzia pur essendo piuttosto impegnati nei nuovi lavori. Per ora abbiamo quattro date fissate nel prossimo mese una a Teramo, due nel fanese e un’altra a Cesena. Seguiteci su facebook per avere tutti gli aggiornamenti.

A cura di Daniele Mu

Articoli interessanti

Intervista a Jack Jaselli Dopo l’Hard Rock Cafè Rising e il tour coi Negramaro, Jack Jaselli è tornato con «Monster Moon», l’album della maturità. Ecco cosa ha raccontato ai nostri microfoni. «Monster Moon» segna il ritorno sulle scene di Jack Jaselli. Dopo un album interamente acustico, il cantante e chitarrista milane...
Intervista a Chess Chess: arriva da Malta ma vive a Londra. In modo indipendente, un passo alla volta, sta costruendo il successo ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Chess è un'artista indipendente. Sta costruendo il proprio successo gestendo in prima persona tutti gli aspetti della sua musica e carriera musica...
Intervista a Reliever La musica come valvola di sfogo: viaggio all'interno dell'universo Reliever, tra note e concept. Reliever è un progetto ambizioso: nato dalla mente (e dalle mani) di Pietro, eclettico chitarrista già noto nel panorama sardo, propone sonorità che oscillano costantemente tra le atmosfere eteree e...
Intervista a Valentina Mattarozzi Verso la fine del 2014 è uscito il disco “Vally doo” di Valentina Mattarozzi. Un disco ricco di ospiti, affidato a tre produttori artistici, con diversi brani in italiano ed in inglese. Chiediamo subito a Valentina qual è stato il percorso di questo esordio e come sono arrivate le collaborazioni ...

social-network-following-popup

TI DIAMO UN BACIO SE CI SEGUI ANCHE SUI SOCIAL NETWORK.

È sufficiente un solo click!!