Intervista ai Dealma

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I Dealma, dalla Sardegna alla conquista dell’Europa

Intervista ai Dealma

I Dealma sono una tra le band più promettenti del panorama sardo. Il loro alternative rock ha conquistato il pubblico italiano ed europeo.

Dal palco dell’Olbia Rock a quelli di Germania, Olanda e Ungheria passando per MEI e B-Side: i Dealma sono affamati di musica e, dopo il loro primo album “13”, si preparano a tornare sulle scene con “Ritual”. Se siete alla ricerca di un sound nuovo, originale, fresco e raffinato al tempo stesso, beh.. Avete trovato quello che fa per voi!

Dealma: raccontatevi, diteci qualcosa sulla vostra storia.

La nostra storia è un concentrato d’amore profondo per la musica, senza compromessi e senza mezze misure. Affrontiamo un percorso nuovo ogni giorno e cerchiamo di affrontare gli ostacoli e le gioie sempre come la prima volta, con lo stesso spirito di quando abbiamo dato inizio a questa meravigliosa storia.

Dopo la partecipazione al MEI avete fatto un mini tour europeo. Ci potete raccontare qualcosa dell’esperienza?

Il periodo del MEI Fest (splendida vetrina per band emergenti) è stato un periodo particolare. Ci lanciavamo in qualsiasi occasione musicale trovassimo. Abbiamo suonato in svariati festival e contest. Il mini tour europeo è arrivato un po’ più tardi, dopo aver vinto il B-Side Contest di Cosenza: abbiamo fatto 10 date tra Germania, Olanda e Ungheria.

È stata un’esperienza molto bella e formativa, ci siamo divertiti come matti con i Those Dirty Words, la band inglese che ci ha accompagnato in tutto il tour. Sono quel tipo di cose che ti ricaricano le batterie per parecchio tempo!

Nei vostri pezzi proponete un sound originale, molto curato ma al tempo stesso orecchiabile. Che approccio usate nella scrittura dei brani?

È un approccio un po’ inusuale e di “pancia”. Per la maggior parte dei lavori fatti finora siamo partiti da bozze di batteria, vecchie demo di batteria o batterie estrapolate da progetti precedenti, costruendo gli altri strumenti a piramide, fino ad arrivare – dopo i vari affinamenti – allo strumentale finito per poi metterci sopra la voce. Siamo giocherelloni!

Ci sono state occasioni in cui abbiamo proibito a Giuseppe (voce) di ascoltare il brano in questione, se non dopo averlo terminato, in modo da far esplodere la vena creativa.Un po’ come quando si slega un cane che non corre all’aria aperta da mesi.

Abbiamo un covo di scrittura, una casa al mare a Orosei, in cui ci rinchiudiamo per settimane. È un approccio così, immediato: avviene tutto nel giro di ore o di giorni senza essere influenzati da altri avvenimenti. Per alcuni altri brani invece il meccanismo di composizione è stato diverso e più standard.

La mia sensazione è che il panorama musicale sardo stia crescendo notevolmente, soprattutto negli ultimi anni. Voi che vi trovate all’interno cosa ne pensate?

C’è molto fermento e ci sono molte band validissime. Possiamo solo sperare che tutto questo diventi ancora più grande.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo per ultimare il nostro secondo disco, si chiamerà “Ritual”. Ci impegneremo a presentarlo il più possibile sia nella vita digitale che nella vita live. Punteremo inoltre ad un tour europeo.

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