Intervista a Diana Winter

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È stata una delle voci rock di The voice Italia, stiamo parlando di Diana Winter, cantautrice e polistrumentista a tutto tondo!

Intervista Diana Winter

Nel 2007 viene notata da Giorgia, che la definisce “una perla”, con cui incide il featuring “Vieni Fuori”, canzone inclusa nel disco “Stonata” della cantante romana. Nel 2009 Giorgia sceglie Diana Winter come vocalist per il suo tour (e successivamente per quello del 2012) dichiarando: “quando intrecciamo le nostre voci mi sembra di sentire la mia raddoppiata”.

Poi il successo con il programma televisivo THE VOICE OF ITALY. Adesso su Plindo per un’intervista esclusiva su TV, musica, carriera e divertimento.

Nonostante le evidenti doti da polistrumentista e una carriera da solista piuttosto avviata, nel 2013 decidi di partecipare ad un Talent (The Voice of Italy in onda su Rai2), “per gioco”, come cita la tua biografia. Ti sei davvero divertita o è stata in qualche modo più dura? E’ stata una buona decisione per te?

La partecipazione al programma è nata un po’ per caso: un giorno ho mandato semplicemente una mail per vedere cosa sarebbe successo, e con mia grande sopresa la redazione del programma mi ha subito contattata il giorno dopo, manifestando molto entusiasmo nell’avermi come concorrente.

Per questo ho deciso di buttarmi, e da lì è iniziata quest’avventura. Il mio approccio al programma è sempre stato leggero e molto poco accanito, proprio perché essendo un talent show, ero consapevole della forte presenza di dinamiche televisive che poco hanno a che fare con la musica e quindi con quello che è di mia competenza e che può essere sotto il mio controllo…

in questi casi bisogna fare del proprio meglio ma lasciare che le cose vadano come vanno, cercando sempre di divertisti, che è fondamentale per la buona riuscita di questo tipo di cose.

Sono sicura che professionalmente sia stata una buona decisione per me in quel momento, perché ho avuto l’opportunità di farmi conoscere da tantissime persone.

Contesa da tutti e quattro i giudici, hai scelto Noemi. Da quasi coetanee, come si è sviluppato il rapporto giudice – concorrente?

Amichevolmente, condividendo l’amore per la musica, con molta stima reciproca e rispetto.

Prendendo spunto dalle tue esperienze dirette con le celebrità nostrane (da Giorgia a Noemi, agli altri giudici di X Factor), quanto è facile rapportarsi con loro?

Nella mia (limitata, per carità!) esperienza, gli artisti più capaci, talentuosi e competenti sono spesso anche i più umili e generosi. Quindi i rapporti con loro sono spontanei e sinceri.

E rispetto a quelle internazionali? Dato che ne hai avute di davvero significative, a partire dalle collaborazioni con Phil Gould (Level 42) e Toots Thielemans (pilastro del jazz mondiale) per il tuo album di debutto “Escapizm”, nel 2007.

Tutto il mondo è paese!

La scelta di risiedere fuori dall’Italia, in particolare in UK, ha a che fare, per caso, con la tua carriera, dato che canti in inglese? Se sì, in cos’altro può facilitare un artista italiano?

Sicuramente. Sono cresciuta e mi sono formata con un background quasi esclusivamente esterofilo, senza nulla togliere agli artisti nostrani, e devo ammettere che spesso all’estero mi sento più capita.

Comunque sia, tutto questo parlare di estero, di Italia… non riesco a vedere confini geopolitici nella musica, soprattutto oggigiorno.

La musica la può fare chiunque, ed ovunque… non c’è una regola: uno degli artisti hip hop di maggior successo è uno statunitense caucasico (Eminem, n.d.r.), e una delle pizze napoletane migliori che abbia mai mangiato era in un ristorante a Berlino.

La vera differenza è tra chi fa musica seguendo la propria passione, e chi invece la fa seguendo solo l’odore dei soldi e del successo.

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