Intervista a Jack Jaselli

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Ci fa piacere scoprire un punto fondamentale in comune con Plindo: anche Jack Jaselli promuove la sua musica con il free download sul proprio sito.

Intervista a Jack Jaselli

In piena Estate 2014 non poteva servire un album più in tema come quello di Jack Jaselli dal titolo “I need the sea because it teaches me”, registrato dal vivo in una casa scavata dentro uno scoglio, a picco sul Mar Ligure. Perchè come dice lo stesso Jack – “… oltre ad una raccolta di canzoni possa essere un posto bellissimo in cui perdersi e prendersi del tempo”.

Abbiamo fatto alcune domande direttamente a Jack per conoscere meglio lui e la sua musica: ci ha parlato di musica, amicizie, tour, viaggi, marketing e molto altro.

Jack è un vero piacere intervistarti dal momento che ti abbiamo scoperto così, senza aspettativa alcuna e con grande soddisfazione, all’evento di HardRock Rising a Firenze. E così all’improvviso ci hai conquistati più di tutti gli artisti presenti. Com’è stato suonare sul palco di Hard Rock in giro per l’Europa?

Grazie mille! E’ un vero piacere per me! Ho partecipato alle due tappe italiane di Hard Rock Rising Tour e al gran finale dell’Hard Rock Live in Roma e tutti e tre sono stati degli eventi stupendi con una bellissima atmosfera su e giù dal palco.

Mentre ti ascoltavamo ci chiedevamo come potesse essere esaltante per un nuovo artista vivere un’esperienza del genere, “on the road”, in compagnia di tanti colleghi, anche stranieri e supportati da marchi come Hard Rock e Virgin Radio. A parte il momento del Live, come si svolgevano gli spostamenti, le serate post concerto? Puoi raccontarci qualche retroscena?

E’ stato davvero divertente. Hard Rock ha organizzato tutto talmente bene che c’era sia il tempo di suonare che di divertirsi e stare bene. In particolare sono stato felice di passare del tempo con i Carnabys , la band inglese che ha suonato per tutte e tre le date italiane, sono dei ragazzi tanto giovani quanto simpatici. Incarnano in pieno lo spirito del rock n’ roll britannico e ci siamo subito trovati sulla stessa lunghezza d’onda. Per due tappe ci ha fatto compagnia anche Andrea Rock di Virgin Radio, che è un grande amico e che ha dovuto sopportare le nostre follie durante i viaggi.

Fra gli altri tuoi video, ho apprezzato in particolare quello di “Cristopher Columbus”, ma sono tutti davvero così belli e suggestivi nella loro naturalezza che non posso pensare di fare a meno delle tue immagini, mentre ti ascolto. Eppure dicono che il modo di usufruire della musica oggigiorno non vada nemmeno più d’accordo con il video perchè il tempo di permanenza su piattaforme come youtube sia sceso sotto i 3 min. Che impatto ha su di te questa considerazione?

Ti ringrazio e sono felice di quello che dici. Abbiamo lavorato con dei videomaker che stimiamo molto (Luca Merli, Chiara Mirelli, Ilaria Dalla Casa e Federico Quistini di Motel Vista e Gianluca Leuzzi), e abbiamo realizzato ben 5 video per questo ultimo album. E’ altrettanto vero che la fruizione della musica e dei video oggi è frenetica quanto mai, ma io ho scelto di avere un altro tipo di pensiero. Il mio ultimo disco”I Need The Sea Because It Teaches Me” è stato registrato live, sul mare in trio, senza alcun overdub. Sono brani che si prendono i tempi e i respiri che gli sono necessari, sia su disco che nei video. E credo che se lo facessimo anche noi, staremmo tutti meglio.

Nel tuo Live a Firenze ho notato che hai scelto di integrare il tuo repertorio con una cover di Ben Harper (Ground on Down), un artista al quale sembri ispirarti molto (l’amore per il mare, il surf, la natura, etc). Intanto complimenti per la tua originalità e per essere riuscito a rendere possibili e così sincere certe atmosfere che sembravano appartenere solo a paesaggi o paesi lontani. Sei riuscito a farne anche uno stile di vita? Come passi le tue giornate? Dove trovi l’ispirazione quando non viaggi?

Io Nik Taccori e Max Elli (rispettivamente batteria e chitara) abbiamo deciso di inserire quella citazione di Ben Harper in un nostro brano live come tributo ad un artista che amiamo molto e con cui abbiamo avuto il piacere di dividere il palco..per me lui è un vero maestro. Alcune atmosfere si rifanno davvero a posti lontani, ma la dimensione del viaggio, della ricerca e del non avere punti fermi si possono vivere ogni giorno, sipende dagli occhi con cui si vuole guardare il mondo!

Ci fa piacere scoprire un punto fondamentale in comune con Plindo: anche tu promuovi la tua musica con il free download sul tuo sito. Purtroppo molti artisti italiani non sembrano comprendere la valenza di questa azione e piuttosto preferiscono rinunciare per es. all’attività di promozione gratuita offerta da un portale come Plindo in cambio di uno solo dei loro mp3. Ci aiuteresti a spiegarne l’importanza, dal tuo punto di vista?

Ognuno ha la sua visione della propria musica ed è molto difficile trovare un parere univoco. Io considero le canzoni materia viva, che deve pulsare e circolare. Credo sia bello comprare i dischi e sia importante avere un contatto fisico con la musica , ma credo che in una certa misura sia importante regalare e fare viaggiare e qualche canzone, versione alternativa o bonus track liberamente per la rete. Lo trovo sano e credo sia anche un bel modo di ringraziare chi ci segue.

Una curiosità: ti sei laureato in Filosofia e poi ha scelto la musica. Quanto ti ha aiutato la tua formazione in quello che stai facendo?

Credo molto. Nel modo di guardare le cose. E nell’aver compreso che dopo tanto pensare, occorre sentire.

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