Bellezza: le più strane tecnologie del passato

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Al giorno d’oggi l’immagine conta tanto e allora, per apparire giovani e belli, le proviamo di tutte. Anche in passato i nostri antenati cercavano di mantenersi in forma con strani accessori.

Bellezza: le più strane tecnologie del passato

Oggi l’apparenza conta e si fanno mille trattamenti di bellezza per piacere alla società. L’uomo dopotutto è l’essere più vanitoso al mondo e fin dall’antichità ha cercato di migliorare il proprio corpo. Vediamo allora alcune tecnologie antiche così strane che non hanno avuto successo.

Siamo nel 1936 e Isabella Gilbert mette sul mercato un rivoluzionario dispositivo: il crea fossette, una molla facciale sagomata con due piccole manopole che premono sulla mascella.  Per ottenere un buon risultato in termini di bellezza, il crea fossette doveva essere tenuto tutta la notte; sarà per questo che non ha avuto successo?

Truccarsi richiede tempo ed impegno, fondotinta, ombretto, mascara.  Poi usciamo belle truccate e ci si trova sotto un temporale e il nostro trucco si scioglie. Nel 1939 in Canada ecco la soluzione, furono creati i coni blizzard, enormi becchi per proteggere il volto dalla fronte al mento e proteggere così il trucco dalle intemperie. Meno male che oggi è stato creato il trucco a prova di acqua!

Sempre per quanto riguarda il trucco la Max Factor arrivò in aiuto delle nostre nonne con una sorta di gabbia per uccelli completamente in acciaio in cui inserire la testa delle donne. Sulla macchina c’era un misuratore millimetrico che indicava il punto in cui applicare ombretto, eye-liner, rossetto… una vera comodità.

Negli anni 30 se ci si voleva rilassare e fare un bel massaggio ecco pronta la poltrona massaggiante. Unica pecca delle enormi molle in acciaio che servivano per frizionare le gambe.

Le lentiggini sono una caratteristica di chi ha i capelli rossi e la pelle molto chiara e oggi sono un particolare apprezzato. Sempre negli anni trenta invece chi le aveva provava ad eliminarle con l’anidride carbonica. Si coprivano gli occhi con dei gommini a tenuta stagna, naso tappato e tubo in bocca per la respirazione; così le lentiggini venivano congelate e asportate.

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