Bikeconomy: Mobike stravolge il trasporto urbano

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Amsterdam ha più biciclette che abitanti. La bici è infatti al centro della strategia del trasporto urbano sta portando importantissimi benefici sociali, economici, di business.

Bikeconomy: Mobike stravolge il trasporto urbano

In Olanda stanno progettando una nuova autostrada delle bici tra Hoofddorp ad Aalsmeer, del valore di 15 milioni di euro . L’Olanda, un paese poco più grande del Piemonte, dagli anni ’70 ha costruito oltre 16 mila chilometri di piste ciclabili, come andare e tornare dalla Nuova Zelanda.

Ad Amsterdam ci sono 768 km di infrastrutture dedicate, 25 parcheggi complessi che accolgono 225 mila rastrelliere. Oggi il 45% degli abitanti di Amsterdam va in bici ogni giorno, per un totale di 2 milioni di km l’anno. La città anche per questo è in crescita economica e turistica (+300% prenotazioni Airbnb).

La mobilità in bici è al centro della nostra politica strategica di trasporto urbano con piste ciclabili con asfalto morbido adatto, facilità di parcheggio sia gratuito che a pagamento” hanno detto. La bikeconomy ad Amsterdam è anche servizi per le aziende: si parla di circa 3000 corrieri in bici (per servizi postali, food delivery ecc), 35 milioni di euro di valore aggiunto .

L’impatto è anche sul turismo (500,000 bici noleggiate dalle due principali compagnie della città in un anno) .

Quali sono i vantaggi?

Una strategia di mobilità che punta sulla bici porta a benefici economici e di salute. Lo studio portato dai due olandesi vale per tutti.

  • Riduzione dei costi di trasporto.
  • Nessuna scusa per il ritardo!
  • Dipendenti più produttivi (1.3 giorni in meno di malattia)
  • Minore impatto ambientale
  • Migliore immagine della citta
  • Dipendenti più felici e più concentrati e ‘protetti’ da problemi cardiovascolari grazie al movimento.

Il fenomeno Mobike

In principio fu BikeMi, la flotta di bici in sharing targate comune di Milano. Non l’unico, ma il più noto tra le decine di servizi in condivisione attivi in Italia. Poi è arrivata Mobike dalla Cina, ad oggi con 8.000 bici distribuite per Milano e Firenze.

Mobike ha superato il modello station based, basato su una rete di rastrelliere, visto che le bici possono essere posteggiate in libertà (anche troppa) dagli utenti; entrambe devono ancora centrare il pareggio di bilancio, ma lo prevedono in tempi stretti e si sono aggiudicate grossi finanziamenti da parte di investitori noti anche al grande pubblico. Mobike, fondata nel dicembre 2015, si è assicurata l’equivalente di 928 milioni di dollari e conta tra i suoi investitori la super-holding Tencent.

L’Italia è l’unico paese straniero dove Mobike si appoggia a un distributore: Evlonet, un’azienda che in realtà si occupa di e-commerce e ha sedi sia in Italia che in Cina. Un altro nodo è una politica molto aggressiva di prezzi low cost, attuata per saggiare la sostenibilità del modello in Italia.

Prezzi così bassi fanno scattare subito una domanda: come si ricavano margini di guadagno da un servizio che, nella migliore delle ipotesi, frutta 30-50 centesimi a corsa?

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