Let it grow – Barba: moda temporanea o stile di vita?

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Nel momento in cui la barba diventa un fenomeno di moda, prendersene cura e viziarla un po’ diventa una vera e propria necessità.

Let it grow – Barba: moda temporanea o stile di vita?

Fateci caso: negli ultimi tre-quattro anni la moda maschile è cambiata un’infinità di volte. Ha preso la sua rivincita, dopo anni in cui in giro si trovavano solo capi e acconciature anni ’90 – ne vogliamo parlare? Ma ora non è più così, e finalmente il reparto uomo nei negozi non è più composto da due/tre jeans sgualciti e felpe con fantasie improponibili.

Quanto al look più in generale, i brutti tempi del caschetto alla Di Caprio in “Titanic” sono superati da un pezzo. Oggi il “must” per l’uomo che non deve chiedere mai è, come ben sappiamo, la barba; meglio ancora se portata in combo con capelli anni ’20 o lunghi, raccolti in uno chignon. Da quando il fenomeno hipster – non lo chiamo “moda” perché altrimenti potrei suscitare le #ire di #qualcuno – ha invaso anche l’Italia, ormai le barbe sono diventate la normalità. Come dire: “vengono fuori dalle fottute pareti!”. Accantonata la parentesi del pizzetto, per il look maschile è la volta di barbe più o meno lunghe e curate: da quelle bombate a quelle squadrate; dalla ducktail alla goatie. Per non parlare poi dei baffi a manubrio, che fanno tanto baronetto di fine ‘800. Andiamo: fino a qualche anno se portavi i baffi eri uno sfigato cronico; ora li porti e il mondo ti spalanca tutte le porte. In tutti i sensi.

Il problema è che, come tutte le mode, anche quella della barba prima o poi arriva al termine e lascia il posto a qualcos’altro. Questo è già successo in Inghilterra, e non mancherà molto perché accada anche da noi. Allora la barba tornerà ad essere un qualcosa di veramente personale, intimo; manifestazione esteriore di uno stile di vita, di un atteggiamento, di un modo di essere e non semplicemente accessorio da sfoggiare per far bella figura o per fare a gara con l’amico a chi ce l’ha più lunga. Insomma, portare la barba tornerà ad essere un tratto distintivo della persona e non un qualcosa di comune e banale.

E concedetemi uno sfogo da barba-munito “prima che fosse mainstream”: sarebbe anche ora, visti certi scempi che si trovano in giro. Sì perché, cari i miei, avere la barba è diverso dal portare la barba. Tutti hanno le gambe, ma solo uno è Bolt.

Mutatis mutandis, bisogna saper portare la barba e prendersene cura quotidianamente. Non basta lasciar crescere quei quattro peli che ricoprono il mento per diventare fashion: la barba è prima di tutto eleganza. Va curata ogni giorno con shampoo, olio idratante e tonico; va spazzolata regolarmente, protetta e sistemata per evitare l’effetto clochard. Curare la barba è estremamente impegnativo, richiede dedizione; ma al tempo stesso è un rito che, se c’è passione, si compie col sorriso sulle labbra e regala enormi soddisfazioni.

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Se invece non avete la pazienza o l’attenzione giusta, o non avete proprio una mano ferma (e credetemi: la cura quotidiana è veramente molto complicata, oltreché dispendiosa), allora puntare su un barber shop è la scelta più saggia. Negli ultimi anni, infatti, il “revival” dei barbuti ha portato alla moltiplicazione di barbieri e prodotti di ogni tipo e per ogni esigenza.

Gli amici della barba di Firenze non potranno non conoscere il Parrucchiere Hair Studio Russo, che da anni si dedica alla cura di barba e capelli con serietà, professionalità e un certo gusto per il vintage e lo stile. Forbici in una mano e panno caldo nell’altra et voilà: riceverete un trattamento che nemmeno in una Spa di lusso.

La barba, come i capelli e come ciò che indossiamo, è una estensione di noi stessi, il modo in cui vogliamo che gli altri ci vedano; per questo farsi seguire e curare da personale esperto e appassionato è indispensabile.

Altrimenti prendete il rasoio e dateci un taglio.

A cura di Daniele Mu

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