Panno Casentino: le fasi di lavorazione

Caldo e resistente, il Panno Casentino è un tessuto particolare con cui vengono realizzati soprattutto cappotti, ma anche cappelli e borse.

Panno Casentino: le fasi di lavorazione

Le prime notizie sul Panno Casentino risalgono al periodo in cui a Firenze abitavano i Medici.

Oggi il tessuto, famoso in tutto il territorio nazionale e non solo, viene prodotto dalla TACS di Stia in provincia di Arezzo.

I colori principali con cui vengono realizzati i capi sono l’arancione ed il verde, ma oggi il cappotto di Panno Casentino si può trovare anche in bianco, marrone, rosso.

La particolarità del Panno Casentino è il tipico ricciolino. Il costo di un cappotto acquistato nei punti vendita diretti, è di circa 190 euro.

Le fasi di lavorazione del Panno Casentino.

Per prima cosa vengono revisionati e corretti eventuali errori di tessitura. Successivamente si passa alla “Follatura”. Una lavorazione che, attraverso un bagno di soda, sapone, fa infeltrite il tessuto per portarlo alla pesantezza e altezza finale.

Dopo la Follatura il tessuto viene inserito in alcune vasche che contengono acqua e detersivi. Così facendo il tessuto viene lavato a fondo ed è pronto per la tintoria.

Ora il tessuto viene messo in una centrifuga e sbagnato, dopodiché viene immerso nelle vasche di tintoria e portato al colore richiesto.

Uscito dalla tintoria il tessuto, precedentemente cucito, viene scucito e passato nella garzatura a molle. Dopo che è stato asciugato il tessuto viene di nuovo garzato in senso contrario alla garzatura precedente, per alzare il più possibile il pelo della lana.

A questo punto arriva la “Rattinatura”, che da al tessuto il classico ricciolo. Fatto ciò viene passato più volte al vapore.

Infine il tessuto viene inserito in una macchina equalizzatrice, arrotolato in pezze e misurato. Ora il Panno Casentino è pronto per essere messo sul mercato.

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