È possibile regolamentare lo skateboard in Italia?

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Lo skateboard è un extreme sport nato in California circa negli anni ’60, inventato per permettere ai surfisti di praticare il proprio sport anche in assenza di mare mosso. Ecco come funziona in Italia.

È possibile regolamentare lo skateboard in italia

Salve a tutti, mi chiamo Mara (a dire il vero non è il mio vero nome, ma ormai tutti mi conoscono e mi chiamano così, la Mara dello skate) e sono la responsabile nazionale dello skateboard UISP (Unione Italiana Sport Per Tutti)  in Italia; scrivo per raccontarvi e spiegarvi meglio cos’è e come è nato lo skateboard associato con la UISP e cosa io e alcuni miei collaboratori, stiamo cercando di fare con questo progetto-

Tuttavia non tutti gli skaters d’Italia hanno accettato o condiviso questo progetto, per alcuni motivi legati alla filosofia dello skateboard che da sempre è sinonimo di libertà, espressione artistica pura e disinteressata! Forse il vero senso dello skateboard rimane e rimarrà proprio questo, un senso di unione e divertimento per tutti coloro che amano incondizionatamente questa religione pacifica di vita piena di emozioni.

Con uno skateboard seguito e disciplinato dalla UISP, si è cercato di creare dei regolamenti specifici per le gare dove dei giudici formati dalle categorie UISP fossero in grado, senza margine di errore, di valutare i trick (il trick è un’acrobazia in gergo) che vengono eseguiti nelle gare. L’obiettivo è quindi quello di standardizzare e assegnare, seguendo delle specifiche tabelle, dei punteggi precisi.

Questo purtroppo ha creato fra gli skaters italiani alcune divergenze perché giustamente riuscire a valutare un movimento così complesso come quello effettuato con lo skateboard, non è affatto semplice. Infatti ci sono molti fattori che ne possono far variare il punteggio, lo stesso stile con cui viene fatto il trick può andare a influenzarlo in modo decisivo.

In passato le gare venivano giudicate da giudici, veri professionisti ed esperti dello skateboard, che in base alla propria personale esperienza, valutavano le varie evoluzioni nel loro complesso affidando dei punteggi non codificati in nessun regolamento scritto. Pertanto vi era una forte componente soggettiva nelle valutazioni: questo è il motivo per cui lo skateboard non ha mai ottenuto il riconoscimento ufficiale dal CONI come sport per le olimpiadi nonostante questa disciplina sia amata e praticata da tantissime persone di tutte le età.

Quello che stiamo cercando di fare con la UISP da più di 12 anni, è consolidare un sistema in cui si possano svolgere campionati regionali e nazionali. Ci auspichiamo di ricevere con più certezza dei finanziamenti statali per la costruzione di skate park al fine di far avanzare tutto un sistema su cui fare riferimento affinché lo skateboard diventi un vero e proprio sport nazionale oltre ad un’attività di puro e sano divertimento .

L’Italia come Stato, a differenza dell’America, ha dei meccanismi diversi per ottenere dei riconoscimenti ufficiali: la UISP sta cercando di mettere delle radici allo skateboard in Italia cercando di creare un dialogo tra quella parte libera e unica di chi fa skateboard e la burocrazia italiana.

Spero di aver spiegato con queste poche parole, che cosa sia lo skateboard nelle associazioni UISP e comunque mi auguro che qualunque sia il futuro di questa attività, non smetta mai di regalare emozioni e il senso di conciliazione di chiunque porti dentro con sé questo stile di vita.

A cura di Mara Franco Francato

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