Fantasia Pura Italiana + Rumori Sospetti @ Auditorium Flog

Raramente ho visto il pubblico divertirsi così tanto e l’Auditorium Flog così pieno. I Fantasia Pura Italiana e i Rumori Sospetti hanno incendiato il palco.

Fantasia Pura Italiana + Rumori Sospetti @ Auditorium Flog

Doveva essere una serata ordinaria e si è trasformata in un delirio di massa. Musicisti in stato di grazia, pubblico su di giri (e anche un po’ ubriaco) e buona musica: cosa vuoi di più dalla vita? Iniziano i Rumori Sospetti, giovane band fiorentina che ha fatto ballare i presenti con le sonorità neo folk, popolari e balcaniche, sfoggiando un repertorio originale accompagnato da qualche evergreen – Django Reinhardt, Renato Carosone, Fred Buscaglione, Fabrizio De Andrè. Sembrava di trovarsi alla sagra della porchetta o al Concerto del Primo maggio dei poveri. Partenza entusiasmante, anche se -per dirla con una citazione colta – “la musica balcanica è bella e tutto quanto, ma alla lunga rompe i coglioni”.

Con il pubblico già scaldato e il pavimento inondato di vodka e birra, i Rumori Sospetti passano il testimone ai Fantasia Pura Italiana. Reduce dalla vittoria all’Arezzo Wave regionale, il gruppo di Prato conquista la Flog con il suo mix di musica e teatro: il Senator G. Boni, metà gorilla e metà uomo – scegliete voi quale delle due parti rappresenti il politico – fa il suo ingresso passando in mezzo alla platea; sale sul palco e, dopo essersi tolto qualche pulce, inizia il concerto.

La musica eclettica – un mix di rock, funky, ska, folk e cantautorato -, l’ironia dissacrante dei testi e gli sketch comici tra un pezzo e l’altro conquistano il pubblico, che scatena un pogo che neanche al peggior concerto hardcore: aspettiamo il bollettino di guerra col numero dei feriti. Lo show procede come da copione, con il Senator G. Boni che lascia il posto a Rosario (il pakistano che cerca di vendere rose anche ai cani in calore), al capotreno di Trenitalia (con tanto di fischietto che costringerà molti a fare un salto da Amplifon) e a Gesù Cristo, per finire con il consueto lancio di banane giganti verso il pubblico e la conseguente rissa.

Serata che ha lasciato il segno, quindi: soprattutto in chi si è beccato una gomitata sull’occhio e in chi è affogato nei residui alcolici che hanno sostituito momentaneamente il pavimento.

A cura di Daniele Mu
Capo Redattore

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