Modena City Ramblers @ Firenze

Avete presente la scena dei Simpsons in cui Lenin resuscita e sfonda il vetro della teca con il pugno? Ecco, questo è grosso modo quello che è successo durante il concerto dei Modena City Ramblers a Firenze.

Modena City Ramblers @ Piazza SS Annunziata - Firenze

Una delle critiche che gli intellettuali rivolgono alla società contemporanea è l’allentamento dei legami “caldi”, comunitari. Evidentemente non hanno mai visto un concerto dei Modena City Ramblers. La band, in attività ormai dal 1991, ha trasformato piazza SS Annunziata in un’enorme sala da ballo a cielo aperto. Nonostante le turbolenze e i cambiamenti di formazione, i Modena City Ramblers non hanno perso un colpo e continuano a fare il bagno di folla ad ogni data.

Il sole inizia a tramontare. La piazza è gremita, un pubblico di tutte le età: ragazzini, adolescenti, giovani, adulti e anziani nostalgici dei tempi andati e schifati di quelli correnti. Presso gli stand è possibile trovare vino, birra e qualcosa da sgranocchiare. L’atmosfera fa molto festa di campagna, sagra di paese – l’ideale, viste le sonorità folkloristiche del gruppo.

Quando la formazione si presenta sul palco viene accolta da un forte boato e da un tripudio di mani – e pugni – alzati al cielo. Poche note e tutti si ritrovano a ballare e saltare come forsennati. In alcuni momenti le urla delle persone che cantano sono talmente forti che Davide Morandi (voce) potrebbe quasi abbandonare il microfono e andare a bere qualcosa. La setlist spazia dai brani più recenti a quelli storici, lasciando ampio spazio anche alle cover di Manu Chao, Les Négresses Vertes, The Clash e Bruce Springsteen che si trovano nell’ultimo album “Tracce clandestine”.

Ma i Modena City Ramblers non sono solo musica: tra un intreccio di violino, flauto e chitarra elettrica e l’altro, infatti, il pubblico ha la possibilità di riflettere sulla situazione politica, economica e sociale del nostro Paese. Come ci ha rivelato Francesco “Fry” Moneti (violino, chitarra) nell’intervista pre-concerto (leggi qui), proprio per via dell’immobilismo della storia italiana degli ultimi vent’anni e della profonda disillusione che sembra attanagliare i più giovani si rende necessario che, dalle piazze, si alzi la voce di chi non vuole arrendersi e ancora crede in un ideale: quale migliore occasione, allora, delle “Giornate del lavoro” organizzate dalla Cgil per farsi sentire e rilanciare le parole d’ordine della band, che inevitabilmente si rintracciano nella cultura popolare e nella tradizione della sinistra italiana di un tempo?

La serata prosegue con un ritmo incessante. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, viene invitata sul palco per l’immancabile esecuzione di Bella ciao. Dopo aver farfugliato un confuso ringraziamento, il segretario si fa da parte e lascia spazio alla band. Certo, vedere la Camusso cantare Bella ciao fa un certo effetto – vedeteci pure tutta la malizia del caso. Il finale, con l’inevitabile encore, è un tripudio dei pezzi classici del repertorio: da Contessa a In un giorno di pioggia e Mia dolce rivoluzionaria per arrivare a I cento passi.

Il pubblico è in delirio: urla, sbraita, balla, salta. Solo sul finale si siede in religioso silenzio, lasciando agli arpeggi di Ninnananna il compito di concludere la serata.

Lentamente, la piazza si svuota. C’è chi torna subito a casa, chi si trattiene per fare due chiacchiere – magari con persone conosciute pochi minuti prima – e chi, non soddisfatto, va a proseguire la serata da un’altra parte. Tutti, però, entusiasti di aver partecipato a quel grande evento, di poter dire “Io c’ero” e di essere stati parte, almeno per una sera, di quella grande famiglia che sono i Modena City Ramblers.

A cura di Daniele Mu

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  • Stefano

    Veramente una bella serata ed anche per me il piacere di averti conosciuta. Appuntamento alla prossima tappa in Toscana.

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