Musica in ferie: problematiche sotto l’ombrellone.

Sotto l’ombrellone non si fermano i tagli (anche intellettuali) alla Musica.

Musica in ferie: problematiche sotto l'ombrellone.

Come ogni estate, la fine del mese di luglio porta congedo da tutti gli affari dell’anno. I musicisti sono una delle poche razze che non concepiscono le agognate ferie, e forse, pur avendone bisogno ogni tanto, non ne hanno mai realmente desiderio. Andare in ferie per un musicista rappresenta un’astinenza forzata dalla cosa che più ama: una sola ora lontano dal proprio strumento e dalla dallo stile di vita prevalentemente notturno, è una vera e propria sofferenza. Come possono due settimane di  mare raddrizzare una storta conduzione di vita fatta di panini, birre, spaghetti al sacco ed estenuanti prove, dove regnano incontrastati il caos e la bellezza del caso? No, il musicista proprio non può levarsi dalla testa quella maledetta cosa che è la musica nemmeno per un micro secondo! Rassegnatevi.

Come ogni estate, proliferano nei bar le pubblicazioni tascabili degli eventi dello spettacolo in città; a pacchi sono abbandonate in qualche colonnina pubblicitaria, stropicciate ed inservibili, si sbiadiscono al sole. Con le mani appiccicose di mojito a fine serata te la porti a casa (appunto in tasca), la sfogli distrattamente a letto ed appena hai a tiro il secchio della nettezza ce la fai volare dentro, tanto sai che ne troverai un’altra la sera dopo. Fai così, a meno che non ci sia il tuo nome o quello del tuo gruppo sopra, fatto che te ne fa conservare almeno una trentina sotto cellophane. Come ogni estate, moltissime località turistiche (ed i comuni) fanno a gara per accaparrarsi le novità dell’inverno canoro, prima che il gelo dell’inverno successivo le congeli per l’eternità nel dimenticatoio. A Livorno, la città del grande Amedeo Modigliani, per esempio, è previsto l’arrivo degli Amici di Maria, reduci da un successo di pubblico che dura da oltre dieci anni. Se per alcuni è discutibile, per altri sarà l’evento dell’anno; la scelta, per tanti non troppo interessante, ha fatto storcere a parecchi il naso, e pure gli occhi e la bocca al punto di far nascere un contro evento gratuito sulla splendida terrazza Mascagni, ed una vera e propria jam session per sostenere, almeno con la partecipazione, la musica indipendente. Sulle pagine di protesta apparse in rete si legge che “dopo mesi di tira e molla e che i soldi non ci sono, l’evento più propagandato è l’ennesimo prodotto di un talent show”.  Farebbe imbestialire anche il più serafico dei tastieristi non dediti alla ultra violenza. L’esigenza dei musicisti indipendenti di far sentire la voce nasce come una goliardata sulla spiaggia, senza aver nulla contro i nuovi artisti di mamma TV, ma schierandosi apertamente avversi ad un sistema che uccide anno dopo anno valide e ben più originali alternative.

Le parole della Direzione Artistica della manifestazione lasciano pochi spiragli all’immaginazione per cui si è fatta tale scelta: è stato infatti spiegato ai “dissidenti” che i ragazzi di Amici “rappresentano una realtà concreta ed una fetta di mercato importante, con un pubblico da rispettare e che non è stato possibile dare uno spazio alle band cittadine per l’incertezza dei finanziamenti”. Perché la televisione deve sempre decretare cosa piace ad una maggioranza che maggioranza non è? (Deve essere un vizio italiano). Forse perché l’abbiamo tutti in casa ed anche se non la guardiamo, come si dice, fa numero? Quanti soldi ci sarebbero voluti per far suonare una ventina di gruppi affamati e assetati di live e di uno spazio sul quale esibirsi, potendo far ascoltare nella propria città la propria musica? Un pò, ma non certo molti, perché è possibile anche creare grandi situazioni con poche risorse; basta avere la competenza di saperlo fare.  Invece il più delle volte chi dovrebbe occuparsene pare non dimostrare di avere tanta. Per organizzare Musica devi averla fatta. Forse è solo questione di buonsenso.

Sarebbe stato  bello potersi dire CIAO! in modo vivace, convinto, salutare. Dopo che in questa settimana è stato anche detto che pure Beethoven non aveva senso del ritmo – si, proprio il buon vecchio Ludovico Van, per dirla alla Alex DeLarge di Arancia Meccanica – non è possibile salutarsi tranquillamente in un paese dove, quasi senza forse, la buona musica affonderà.

Buone ferie!

a cura di Lorenzo Maiani

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