Good Rocking Tonight: Little Tony R.I.P.

Evasioni nostalgiche e fenomeni revival fino all’addio a Little Tony

Good Rocking Tonight: Little Tony R.I.P.

Mentre tecnologia e innovazione finiscono col dominare progressivamente ogni aspetto del nostro vissuto quotidiano, c’è un angolo remoto della nostra memoria storica nostalgico e sentimentalista, teso ciclicamente a rivivere piuttosto il richiamo di un’epoca icona di libertà, divertimento e spensieratezza.

E’ il fenomeno del rock ‘n’ roll e dei favolosi anni ’50-’60, in auge anche quest’anno con il diffondersi di un ballo tornato di moda, il Lindy Hop, all’origine appunto dell’intramontabile rock’n’roll. Sì perchè l’impatto sociale di questo ballo (e genere di musica) è destinato a ripetersi su ogni generazione.

Chuck Berry fu il fautore di questa evasione globale psichica chiamata rock ‘n’ roll. Bobby Gillespie scrisse che «Quando Chuck Berry cantava “Hail, hail, rock and roll, deliver me from the days of old”, questo era esattamente quello che la musica stava facendo..».

Ma partiamo con ordine. Il primo ballo ad accompagnare il genere musicale rock fu il famosissimo Swing (1920 circa) che si evolse poco tempo dopo nel Lindy Hop, il primo ballo che poteva essere ballato in coppia, ad avere elementi acrobatici.

Secondo la leggenda, il nome Lindy Hop fu dato da Shorty George Snowden in occasione di una maratona di ballo durante le celebrazioni della trasvolata (hop, balzo, salto) di Charles Lindbergh (detto Lindy) sull’Atlantico.

Dopo aver eseguito uno dei suoi passi secondo uno stile già in voga in alcune sale da ballo di Harlem, Shorty George Snowden disse che stava facendo il Lindy Hop, “I’m doin’ the Hop… the Lindy Hop”, probabilmente pensando al celebre volo da New York a Parigi del pioniere dell’aviazione degli Stati Uniti.

Il Lindy Hop fu ulteriormente modificato vero il 1940 per la necessità di ballare seguendo musiche più veloci e ritmate; e così, poco tempo dopo, fece la sua comparsa il Boogie-woogie. Quando infine, attorno al 1955, la musica rock ‘n’ roll spopolò senza rivali, il Boogie-woogie si trasformò definitivamente e per l’ultima volta in una danza più movimentata e competitiva, l’attuale rock’n’roll acrobatico (coreografato e molto competitivo, ballabile sia in coppia che in formazione).

Ma come nasce il termine rock’n’roll e la sua incontrastabile rivoluzione? Il termine “Rocking” era utilizzato, intorno agli anni ’40, dai cantanti gospel nel Sud degli Stati Uniti per indicare qualcosa di simile all’ “estasi mistica“.

Il musicista blues Roy Brown fu il primo ad usarlo nel 1947, con un significato ironico, nella sua canzone Good Rocking Tonight (rifatta l’anno dopo da Wynonie Harris in una versione ancora più scatenata), in cui la parola era apparentemente riferita al ballo, ma era, in effetti, una neanche tanto nascosta allusione al sesso.

Questi doppi sensi non erano nuovi nella musica blues ma era la prima volta che si sentivano alla radio! La frase “rocking and rolling” era un’espressione secolare dei neri per indicare balli o sessi, fin dal diciottesimo secolo.

Dopo il successo di Good Rocking Tonight, altri cantanti di rhythm and blues usarono titoli simili durante la seconda metà degli anni quaranta, compresa la canzone intitolata proprio “Rock and Roll”, registrata da Wild Bill Moore nel 1949.

Queste canzoni erano riservate a un pubblico afroamericano (“race music” era il nome che veniva usato nell’industria discografica) e non erano conosciute dal grande pubblico bianco. Finchè nel 1951 il Dj Alan Freed di Cleveland in Ohio ideò e condusse un programma radiofonico che trasmetteva musica nera per il pubblico bianco, proprio per l’effetto che questo “nuovo rhythm and blues” aveva tra i teenagers: The Moon Dog House Rock’n’Roll Party.

Nel 1954 Bill Haley & His Comets registrarono Rock Around the Clock, che si impose come uno dei più grandi successi nella storia; una svolta, sia per il gruppo, sia per la musica rock’n’roll.

Anche in Italia, nella seconda metà del decennio, si diffuse il rock’n’roll: già nel 1956 il Quartetto Cetra incise in italiano una sua versione di Rock Around the Clock, con il testo scritto da Tata Giacobetti, intitolata “L’orologio matto”.

Fra i principali cantanti che svilupparono questo nuovo genere musicale nella nostra penisola, quel Cuore Matto di Little Tony, che del rock’n roll s’innamorò di un amore lungo un’intera vita.

Nel 2008 si presentò per l’ultima volta a Sanremo, già malato. Interpretò, dimostrando una volta di più di essere non solo cantante ma anche interprete, un brano intenso, struggente, stupendo. S’intitolava “Non finisce qui” e riascoltato oggi suona come un addio. Venne stroncato impietosamente, qualificato come “tramontato, sorpassato, patetico, folcloristico”.

Fu l’ultima malevolenza che gli si abbattè addosso, certamente la più gratuita e ingenerosa. No, non finisce qui, vecchio amico. In tanti ti hanno voluto bene. Non finisce qui. Ciao Tony.

(fonte Qn – Gabriele Moroni).

E ripartendo proprio da qui, è ancora più facile comprendere l’evoluzione e il ritorno tutt’oggi di un altro genere come il “rockabilly”, suonato prevalentemente con chitarra semiacustica o elettrica, contrabbasso e batteria. Allora si riferiva al tipo di rock’n’roll suonato e registrato da cantanti bianchi come Elvis Presley, Carl Perkins e Jerry Lee Lewis.

Il termine ebbe origine dall’unione delle parole “rock and roll” e “hill billy”, traducibile letteralmente come “montanaro”, usato in origine per descrivere una primordiale forma di musica country molto popolare tra il pubblico bianco.

Nel 1956, il rockabilly venne reso popolare da successi come Folsom Prison Blues di Johnny Cash, Blue Suede Shoes di Perkins e Heartbreak Hotel di Elvis Presley.

Riguardo all’abbigliamento, i Rockabillies avevano molti elementi in comune con altri movimenti dell’epoca come Greasers, Teddy Boys e Rockers. Tutti avevano una passione comune per le Cadillac, le motociclette inglesi, il rock’n’roll e il look.

Lo stile dei musicisti dell’epoca comprendeva magliette colorate, cappotti col collo alzato, gli immancabili jeans Levi’s (501 o 505) e una scarpa particolare, chiamata “brothel creeper”. Le famose “Blue Suede Shoes” cantate da Carl Perkins ed Elvis Presley tra i tanti, non sono altro che un paio di classiche brothel creeper blu scamosciato. Il taglio di capelli era il cosìdetto “pomp” o “pompadour”, molto popolare fra Buddy Holly, Jerry Lee Lewis o Elvis Presley.

Il rock ‘n’ roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa.

Well did you hear the news there’s good rockin’ tonight
Yeah heard the news everybody’s rockin’ tonight
Well I’m gonna hold my baby as tight as I can
Tonight she’ll know I’m a mighty mighty man

I heard the news there’s good rockin’ tonight
Well I said meet me in a hurry now don’t be late
The band starts rockin’ about half past eight
I want you to bring along your rockin’ shoes
Tonight we’re gonna rock away all our blues

I heard the news there’s good rockin’ tonight
Well we’re gonna rock, let’s rock, yeah come on and rock
Mmm we’re gonna rock, well let’s rock all our blues away
Yeah let’s rock now!

Well I said meet me in a hurry now don’t be late
The band starts rockin’ about half past eight
I want you to bring along your rockin’ shoes
Tonight we’re gonna rock away all our blues

I heard the news there’s good rockin’ tonight
Well we’re gonna rock, let’s rock, yeah come on and rock
Woo! we’re gonna rock, well let’s rock all our blues away

a cura di Kuokoa

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