You would never wholly know you

 You would never wholly know you, Marilyn Monroe (1926-1962)

You would never wholly know you

You would never wholly know you, Marilyn! Più che una citazione, per chi conosce anche solo un pò la storia di Marilyn Monroe, salta agli occhi subito come un’amara e tacita predizione di ciò che sarebbe stato il suo destino, come un presentimento che l’attrice aveva in serbo.

Quest’eccezione alle citazioni musicali è dovuta alla mia recente visita alla mostra dedicata a Marilyn Monroe, presso il Palazzo Ferragamo a Firenze; spinta soprattutto dalla passione per il mito, e, non vi nascondo, incuriosita anche da un commento di Vanity Fair, che l’aveva definita addirittura “commovente”.

Il fascino della storia unito a quello del mistero, ma anche fragilità e bellezza, determinazione e semplicità; tutto questo, si sa e si è sempre detto, hanno contribuito al mito di Marilyn.

Ma quello che veramente appaga è scoprire come le apparenze ingannino e che ciò che vi si nasconde è più bello e profondo di quanto si potesse immaginare, dalla sua bellezza senza trucco ad una più matura consapevolezza.

A confronto di ciò che ci è propinato dai miti attuali, dette parole da parte di una diva come Marilyn mi spingono serenamente a prendere in considerazione il tema dell’incedere del tempo da un’altra prospettiva.

Peccato che tu non ce l’abbia potuta mostrare fino in fondo, non può essere che ti sia mancato il coraggio, che ti sia voluta contraddire, cadendo vittima del tuo stesso mito. Erano parole coraggiose le tue e per chi rimane, l’unica verità che conta.

I sit for hours in front of a mirror looking for signs of age. And yet I like old people, they have qualities that young people don’t have. I want to grow old without facelifts. They take life out of your face, out of your character. I want to have the courage to be loyal to the face I’ve made. Sometimes I think it would be easier to avoid old age, to die young, but then you’d never complete your life, would you? You would never wholly know you.

a cura di kuokoa

Articoli interessanti

Robert Pattinson: Let me sign Let me sign, dalla saga di Twilight, 2008 Mi è capitato di recente di partecipare ad una serata fra amici dedicata alla visione completa della saga di Twilight e rimanere colpita da un brano in particolare della colonna sonora, dal titolo "Let me sign". E' successo che in un primo momento no...
Rimedi contro il caldo 2013? Singin’ in the rain Singin' in the rain dei The Jive Aces, 2006 Sapete già come affrontare l'ondata di calore tropicale dei prossimi giorni? O meglio a quali rimedi contro il caldo sareste disposti a ricorrere? Lasciate perdere condizionatori, fazzoletti ghiacciati, fughe al Polo, etc. Noi di Plindo non potevam...
Oh Happy Day Oh Happy Day, dall'album Let Us Go Into The House Of The Lord degli Edwin Hawkins Singers, 1967 Oh Happy Day ormai è una canzone gospel, consapevoli o no che si tratti, in realtà, di un inno di pasqua, sviluppato a partire da un inno del XVIII secolo e usato tradizionalmente nelle chiese protes...
Indigo Girls: Blood and Fire Blood and Fire delle Indigo Girls, dall'album Strange Fire, 1987 Le Indigo Girls sono un duo folk rock americano, formatosi nel 1985 in Georgia e costituito da Amy Ray e Emily Saliers. Attualissime e attivissime discograficamente (almeno fino al 2011 con l'ultimo album "Beauty Queen Sister") e ...

social-network-following-popup

TI DIAMO UN BACIO SE CI SEGUI ANCHE SUI SOCIAL NETWORK.

È sufficiente un solo click!!