Samantha e la sua valigia rossa

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Gioco e salute all’interno della sfera sessuale femminile: questo intende “La valigia rossa” quando dice che “il sesso è una cosa seria”.

Samantha e la sua valigia rossa

C’è un mondo di desideri che a volte le donne non svelano, fatto di sensazioni e fantasie che spesso solo a un’altra donna si vuole confidare. Un mondo popolato di pratiche e giochi, alla scoperta di nuove inesplorate frontiere del piacere e della percezione del proprio corpo.

Ad aspettare Samantha con la sua valigia rossa, nel casolare di campagna a pochi chilometri da Grosseto sulla strada delle Casette di Mota, ci sono sette donne. Aspettano il suo arrivo, come facevano le loro mamme quando aprivano la porta di casa ai consulenti della Tupperware o della Stanhome. Loro esibivano il campionario di contenitori ermetici per conservare il cibo in frigo o bottiglioni con prodotti per pulire la casa. E le casalinghe, alla fine della riunione, compilavano gli ordini e poi aspettavano il pacco a casa.

«Ai miei tempi, tutte queste cose qui non c’erano», dice la nonna di Veronica. Ed è lei, con i suoi capelli bianchi e i suoi occhiali dalle lenti spesse a dare il senso dei tempi che sono cambiati. Perché nel suo casolare di campagna, immerso nel verde della Maremma dalla valigia rossa di Samantha escono altre cose: sex toys, oggetti per il benessere sessuale, per giocare in coppia o da sole.

Si parte piano, si parte dal bacio. Dalle coccole e dai preliminari. Come dovrebbe essere ogni tipo di rapporto che si rispetti. E dalla valigia esce un lecca lecca doppio, da utilizzare per insegnare agli uomini almeno a dare un bacio come si deve. «Perché bisogna essere altruiste – dice Samantha – se un uomo non sa baciare, si dovrebbe insegnargli a farlo. Altrimenti, se lo lasciamo, lo diamo in pasto ad altre donne e il problema non si risolve».

Al tavolo della cucina nella casa di Veronica l’empatia c’è già. Le donne scherzano, ridono. Ascoltano e rispondono, senza alcuna vergogna. Perché Samantha e Veronica, che conducono la riunione, riescono subito a mettere tutte a proprio agio. Dal bacio alle carezze, il passaggio è veloce. Ma prima c’è l’attrazione a tenere banco tra le donne.

Sul tavolo appare il catalogo delle lingerie: trasparenze, stelline da burlesque per coprire i capezzoli, mutandine ammiccanti. Ad indossarle però, nella brochure, è una modella dal fisico mozzafiato. «Ma lei è triste – dice subito Samantha – perché nella vita non mangia e va solo in palestra. I nostri difetti, li dobbiamo valorizzare. In questo modo non se ne accorge più nessuno che ne abbiamo». Fiducia e autostima. E le donne che sono intorno al tavolo apprezzano, perché non puoi fare altrimenti. E perché quando torneranno a casa con dentro la borsa qualche oggetto per il piacere, qualche crema al cioccolato che addolcisce anche il rapporto sessuale e che si fa mangiare volentieri, sanno che i loro compagni saranno contenti.

Sono passati anni da quando le quattro protagoniste di Sex and the City hanno sdoganato l’uso del vibratore. E Rabbit, con il suo colore fucsia, ad un certo punto compare sul tavolo, dove ci sono già petali di rosa sparsi, mascherine da mettere davanti agli occhi, fruste che invece che far male accarezzano e basta. O spugne, a forma di fragola, che vibrano. Accenderle è un attimo, regolare l’intensità lo stesso. «È anche utile per alleviare i dolori articolari – dice – provate a poggiarlo sul collo». Nessuna si tira indietro, e nessuna si immagina che basta sfilare il picciolo dalla fragola e ne esce un piccolo vibratore.

Quattro risate, tante domande e una conclusione che non è per nulla scontata, come non lo era quando ad essere presentate nelle case delle donne erano le pentole o i prodotti per pulire la casa. Gli ordini, in Maremma, li raccoglie Veronica. La riunione finisce con grandi baci e abbracci tra tutte. Quelle donne si sono conosciute e sono diventate amiche. E ora a casa aspettano l’arrivo del pacco.

Un po’ meno Desperate housewives delle loro mamme, un po’ più Carrie e Miranda delle loro amiche.

A cura di Francesca Gori

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