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Arte urbana Spazi Capaci: per non dimenticare le vittime della mafia

Dalla strada l’arte che rende “indelebile” il ricordo di chi ha combattuto per giustizia e libertà.

Arte urbana Spazi Capaci: per non dimenticare le vittime della mafia
“Roveto Ardente” dell’artista Igor Scalisi Palminteri dedicata al parroco Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993.

Arte urbana Spazi Capaci nasce grazie al Progetto Fondazione Falcone per non dimenticare le vittime della mafia.

Arte urbana Spazi Capaci: un progetto sociale e culturale.

Curato da Alessandro de Lisi il progetto Spazi Capaci è stato realizzato in occasione del 29° anniversario della strage di Capaci che costò la vita del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta.

Attraverso la riconquista degli spazi grazie all’arte si torna a vivere quei luoghi diventati tragicamente il simbolo della prevaricazione e della violenza delle mafie. Un viaggio che parte da Palermo ed attraversa tutto il paese. Firenze, Roma e Milano. Altri luoghi ed altre stragi da non dimenticare.

La forza dell’arte urbana.

Molti gli artisti che hanno contribuito alla realizzazione del programma speciale di interventi urbani nei luoghi emblematici delle stragi.

“La porta dei Giganti” di Andrea Buglisi è tra le prime opere a dare il via a questa iniziativa. Si trova a pochi metri dall’aula bunker teatro del maxiprocesso e ritrae i giudici Falcone e Borsellino.

Quella dell’arte urbana è qualcosa di popolare e sentito. Come il sentimento di rabbia e voglia di riscatto di molte persone rimaste vittime della criminalità. Come Padre Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia ritratto da Igor Scalisi Palminteri nell’opera “Roveto Ardente”.

Arte urbana Spazi Capaci: per non dimenticare le vittime della mafia
Gli occhi di Giovanni Falcone, insieme a quelli di Paolo Borsellino, guardano Palermo nel murales “La porta dei giganti” di Andrea Buglisi.

Le altre due opere che completano questa prima tappa sono “L’attesa” del trentino Peter Demetz e l’installazione nel cortile dell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone “Branco” dell’artista Velasco Vitali.

Il progetto itinerante coinvolgerà anche gli studenti di diverse scuole in linea con le iniziative della Fondazione Falcone e del Ministero dell’Istruzione uniti nella lotta culturale contro le mafie.

Droga, furti d’arte, traffico umano e di armi sono purtroppo attività che ancora ad oggi, come l’omertà che si cerca di combattere, rendono difficile la vita su questo pianeta per molte persone.

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