Categorie
Artigianato

Pizza VS Pinsa: ecco le differenze e le caratteristiche principali

Spesso confuse e a volte accomunate: scopri le differenze tra pizza e pinsa.

Pizza VS Pinsa: ecco le differenze e le caratteristiche principali
Pinsa e pizza si assomigliano, ma non sono uguali. Scopri tutte le differenze.

Eterne sorelle, eterne rivali: conosci le differenze tra pizza e pinsa?

La pizza la conosciamo tutti: è il simbolo del Made in Italy. La pinsa, invece, è una variante più innovativa e gourmet. Si tratta di un cibo davvero gustoso che si trova sempre più spesso sui tavoli di case e ristoranti. Ma quali sono le differenze principali fra pizza e pinsa?

Pizza vs pinsa: partiamo dalle origini

Pizza vs pinsa: partiamo dalle origini

Se c’è una cosa che accomuna pizza e pinsa è l’uso della punta delle dita, coi polpastrelli o con le nocche, per impastare la base da farcire. Per il resto, invece, le storie di pizza e pinsa procedono su strade parallele e con date diverse.

Se la pizza (rigorosamente napoletana) risale addirittura alla fine del ‘500, la pinsa è una rivisitazione delle antiche forme di focaccia che venivano fatte dai contadini e cotte su pietra dopo aver steso l’impasto: la stesura, o “Pinsatura”. La ricetta della moderna pinsa romana è datata 2001, quando Corrado di Marco creò un prodotto esclusivo, protetto da un marchio ufficiale.

Ingredienti e preparazione

Ingredienti e preparazione

Oltre all’origine, sono soprattutto gli ingredienti e la ricetta a differenziare queste due golose specialità.

La forma è il primo aspetto che, a colpo d’occhio, differenzia pizza e pinsa. La pinsa, infatti, ha una forma ovale, mentre la pizza è rotonda.

Tuttavia, la vera particolarità della pinsa sta nell’impasto: sia negli ingredienti che nella lavorazione, ha delle caratteristiche davvero uniche.

Innanzitutto, l’impasto viene realizzato con 3 farine differenti: farina di frumento, soia e riso. Questa miscela, insieme alla pasta madre essiccata, crea un impasto molto idratato (contenente l’80% di acqua) e digeribile, favorisce una lunga lievitazione (tra le 24 e le 48 ore) e contribuisce a renderla sempre fragrante e croccante.

Questo mix permette inoltre un basso uso di grassi, evitando l’uso di grassi animali.

La lavorazione dell’impasto è anche essa totalmente differente rispetto a quello della pizza: la stesura “pizzicata” lo rende molto alveolato. La pinsa risulta quindi croccante all’esterno e piacevolmente morbida all’interno. Un’esperienza di gusto molto diversa da quella della pizza tradizionale, che invece è maggiormente uniforme.

E tu, quale preferisci tra pizza e pinsa?

Condividi con i tuoi amici su: